Ravenna, 7 ottobre 2017 - Le sue condizioni non erano affatto peggiorate, dice la figlia della defunta. Anzi, erano «sensibilmente migliorate e pareva essere fuori pericolo». Mentre per l’altro paziente, le condizioni cliniche apparivano stabili e «non si era riscontrata alcun tipo di problematica», dicono due familiari del defunto.

POGGIALIGC_23951516_173752

Ci sono i casi di due pazienti nel mezzo del cammino verso l’archiviazione definitiva per 12 decessi all’ospedale di Lugo ritenuti inizialmente sospetti e ricollegati all’operato della 44enne ex infermiera Ausl Daniela Poggiali. Gli avvocati che tutelano le rispettive famiglie hanno infatti presentato opposizione all’archiviazione chiesta dalla Procura di Ravenna a fine giugno scorso.

image

Pur se finora inedite, le richieste per indagini suppletive risalgono dunque giusto a qualche giorno prima dell’assoluzione, con immediata scarcerazione, che la Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha pronunciato per la Poggiali il 7 luglio scorso, ribaltando la sentenza di ergastolo uscita dal primo grado a Ravenna per la morte di Rosa Calderoni, la paziente 78enne che per l’accusa era stata uccisa l’8 aprile 2014 a poche ore dal ricovero con un’iniezione letale di potassio.

Un delitto mai avvenuto per i giudici d’appello secondo i quali è invece da ritenersi più concreto lo scenario di una morte naturale, forse legata a uno scompenso glicemico.