Ravenna, 14 settembre 2017 - Più pattumeria che rotatoria. Dopo mesi di incuria la rotonda costruita sul cosiddetto ‘incrocio della morte’ tra la statale Adriatica e la Ravegnana, sembra un monumento alle opere incompiute. E dire che i lavori erano stati completati all’80%.

Le ultime notizie certe risalgono a fine maggio. «Abbiamo risolto il contratto ‘per inadempienza’ con l’impresa che si era aggiudicata l’appalto per la rotatoria» annunciò l’Anas davanti alle proteste per quell’opera incompiuta da mesi. Anas che si lanciò anche in un’avventurosa previsione: «Completamento dei lavori entro i prossimi mesi estivi».

Due giorni e arrivò la replica dell’impresa, la Staccone Spa: «Inadempienti noi? Il comportamento di Anas ci ha danneggiati. Andremo in Tribunale». Cosa si diano detti i legali delle due parti non è dato sapere, di certo il cantiere non è stato riaperto, nè tanto meno, sono stati eseguiti i lavori terminali dell’opera che consistono nel posizionamento delle barriere antirumore e nella sistemazione della parte centrale della rotatoria che oggi ospita news jersey abbandonati, segnaletica schiacciata dal passaggio dei tir sulla parte terminale della rotonda, oltre che a cartacce e bottiglie lasciate dagli innervositi conducenti di camion perennemente in fila in estate per il traffico turistico, e tra due giorni anche per le auto dei genitori che accompagnano i figli nelle scuole del centro cittadino.

L’appalto per la realizzazione della rotatoria, progettata per contrastare gli innumerevoli incidenti stradali, fu assegnato all’impresa

edile Staccone in associazione temporanea di imprese con Mbs, entrambe di Roma, per un importo di circa 1,4 milioni di euro. Il traffico all’altezza della rotonda è stato aperto nell’autunno scorso, anche se appariva evidente che i lavori non erano stati portati a termine. La nuova rotonda mostrò subito qualche problema, con l’asfalto che sprofondava.

Per settimane la Prefettura e il Comune sollecitarono l’Anas a premere sull’impresa vincitrice affinché portasse a termine l’opera. Arriviamo al 27 aprile di quest’anno con l’Anas che spiega: «I lavori hanno subito consistenti rallentamenti a causa di difficoltà dell’impresa esecutrice. Anas al momento, ha formalmente contestato all’appaltatore i ritardi e le inadempienze e, al fine di evitare un ulteriore allungamento dei tempi, è fortemente impegnata nell’individuare ogni possibile soluzione per il completamento degli interventi in tempi contenuti. Nei prossimi giorni l’appaltatore ha garantito la ripresa dei lavori prevedendo completamento delle barriere antirumore e l’esecuzione delle opere complementari».

A fine maggio Anas e Staccone mettono la pratica in mano ai legali e la rotonda diventa sempre più pattumiera.

lo. tazz.