Ravenna, 16 maggio 2017 - Oltre duecento storioni sono stati liberati questa mattina, nell’area sud del Delta del Po, all’interno delle acque della provincia di Ravenna. Gli esemplari di storione cobice 'Acipenser naccarii' di un anno di età, che provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione, sono stati reintrodotti in natura presso la scala di risalita di Volta Scirocco e all’interno della laguna costiera della Pialassa della Baiona.

I parchi Costa Edutainment area Romagna (Acquario di Cattolica e Oltremare Riccione) collaborano da diversi anni con i ricercatori di Cesenatico, il Parco del Ticino e le amministrazioni ravennati nell’ambito di progetti di reintroduzione di specie ittiche. All’interno del progetto di salvaguardia e tutela delle specie a rischio estinzione, curato dai parchi Costa Edutainment, 'Salva una specie in pericolo' (nato nel 2010) per sensibilizzare ed educare il pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali, rientra anche il progetto ‘Che storione’.

Il centro di Ricerca universitario di Cesenatico (Corso di Laurea in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici) dell’Università di Bologna, secondo quanto richiesto dagli indirizzi del regolamento europeo delle specie ittiche in via d’estinzione, ha avviato già da tempo ricerche e sperimentazioni volte alla conservazione e alla gestione delle popolazioni storione, specie a rischio e iscritta alla red list dell’International Union of Conservation of Nature (IUCN).

“Quella dello storione dell’Adriatico è una specie scomparsa nei nostri ambienti naturali romagnoli. Per questo motivo l’Università già da alcuni anni ha dato avvio ad un programma di reintroduzione in natura di questa specie grazie ad una sinergia che si è creata in questi ultimi anni fra le amministrazioni, provinciale e comunale di Ravenna, il Parco del Ticino e i parchi del gruppo Costa Edutainment area Romagna. All’iniziativa hanno aderito anche le associazioni Fipsas e Arcipesca-Fisa di Ravenna, e l’associazione dei Capannisti (i pescatori sportivi che occupano i tradizionali capanni sul Delta del Po), i quali diventeranno i “guardiani” dell’area ed in caso di catture provvederanno a contattare gli esperti dell’Università per le valutazioni sullo stato di accrescimento e salute degli animali.  L’obiettivo è quello di creare una sorta di nursery naturale in un area a sud del Delta del Po.