Ravenna, 14 novembre 2017 - Il fastidio delle due docce gelate, il sapore del caffè, il viso del ragazzo romeno e la sensazione di quel rapporto sessuale subito. Ha ricordato quella notte per flash, ribadendo dunque di essere stata violentata mentre era ubriaca.

Per poco meno di un paio d’ore ieri mattina è stata ascoltata la 18enne ravennate che, secondo la procura, la notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso, all’uscita da un locale dove aveva bevuto molto, era stata stuprata da un 26enne romeno mentre un 27enne di origine senegalese la filmava con il suo cellulare. E proprio in ragione di quei video – in tutto tre, sequestrati dalla polizia –, i due a fine mese scorso erano finiti in carcere. Ma pochi giorni fa il tribunale della Riesame di Bologna ha annullato le ordinanze cautelari rimettendoli entrambi in libertà.

Tanto che ieri mattina in tribunale, accompagnato dal suo avvocato Raffaella Salsano, c’era il 27enne. Lui e la 18enne non si sono però incrociati: la ragazza era in un’altra stanza, separata da un vetro, assieme a una psicologa e al gip Piervittorio Farinella che le faceva le domande.

Nell’aula adiacente, oltre al 27enne, c’erano anche il pm Angela Scorza titolare del fascicolo e l’avvocato Carlo Benini che difende il romeno. Il racconto della giovane è partito esattamente dall’ultimo drink alcolico bevuto all’interno di un locale del centro dopo almeno 4-5 bicchieri di vino.

A offrirglielo, era stata una persona estranea alla vicenda. Dopo quello, ma a raccontarglielo erano stati gli amici, aveva bevuto altri 2-3 drink. Ecco la ragione per la quale nei suoi ricordi c’è un buco: era completamente ubriaca. Non ricorda come i due l’abbiano portata a spalla fuori dal locale sino in un’abitazione del centro dove tutto è accaduto.

Ricorda che il romeno era già andato al suo tavolo perché conosceva uno dei suoi amici, «ma non ho parlato con lui durante la serata: si è avvicinato a noi mentre ballavo con le mie amiche. E fino a che ho ricordi di quella sera, non ho fatto nulla con lui», aveva già detto il 20 ottobre quando era stata sentita a sommarie informazioni. Ma del tragitto proprio «nessun ricordo».

Dell’appartamento, ha ripercorso il disagio della doccia che già aveva descritto a sommarie informazioni usando queste parole: «Ricordo l’acqua fredda e una sensazione di fastidio; io ero seduta dentro la doccia». E pure del rapporto sessuale che ne era seguito, ha restituito alcuni frammenti, esattamente come nell’interrogatorio del 20 ottobre: «Ricordo che ero sdraiata sul divano e che» il romeno «aveva un rapporto con me. Penso di non avere fatto niente: non credo che mi rendessi conto di quello che stava capitando. Mi sentivo immobile».

Più nitidi i ricordi di quanto accaduto dalla mattina dopo. La ragazza ha detto che il 27enne, che si era offerto di ospitarla per il resto della nottata, le aveva mostrato i video ma lei si era rifiutata di guardarli. E ha riferito di due episodi inquietanti: di una donna che crede legata al romeno e che ha citofonato a casa sua, senza che lei aprisse, per poi provare a contattarla via Facebook. E di minacce che il suo fidanzato avrebbe subito dopo la denuncia.

Andrea Colombari