Ravenna, 27 ottobre 2017 - L’hanno portata via di peso da un locale approfittando del fatto che fosse completamente ubriaca. Quindi all’interno di un’abitazione, le hanno fatto una doccia gelata: poi mentre uno stuprava la giovane, una ravennate poco più che maggiorenne, l’altro filmava con il proprio telefonino. È l’accusa con la quale la polizia ha bloccato due uomini di origine straniera anche se il primo ha cittadinanza italiana. Si tratta di un 27enne senegalese e di un 26enne romeno.

Secondo quanto riferito dalla ragazza alla squadra Mobile, tutto è accaduto una notte di inizio mese quando i due, che la conoscevano di vista, l’hanno agganciata nel locale che si trova nel centro città. Quindi, assieme anche a una coppia poi allontanatasi dall’abitazione, l’hanno portata in una casa dove l’hanno prima infilata sotto alla doccia. A quel punto mentre uno, il senegalese, filmava con il proprio smartphone, l’altro la stuprava. Gli spezzoni dei video con i rapporti sessuali sono già stati sequestrati dagli inquirenti.

Di quella notte, la giovane ha ricordato di avere trascorso varie ore in un locale pubblico con alcuni amici e conoscenti, compresi gli indagati, con i quali avrebbe bevuto alcuni drink, cadendo in uno stato confusionale tanto profondo da non ricordare quasi più nulla del prosieguo della serata. Mentre di quanto accaduto nell’abitazione, ha ricordato di essersi sentita male, vomitando distesa su un divano. E di avere patito la doccia fredda distesa sul pavimento del bagno. E solo il giorno seguente avrebbe appreso da una amica, presente ai fatti, di avere subito un rapporto sessuale completo da un ragazzo del gruppo.

Il senegalese è stato bloccato martedì scorso su fermo disposto dal Pm Angela Scorza. Mentre il romeno è stato arrestato ieri in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Rossella Materia su richiesta della Procura. Si trovano ora entrambi in cella.

I due, che hanno precedenti di polizia ma di altra natura, hanno sin qui negato la violenza sessuale di gruppo sostenendo che si fosse trattato invece di un rapporto consenziente.
È tuttora al vaglio degli inquirenti la posizione di altre persone presenti quella sera nella casa del presunto stupro.

ASCOLI Ragazzina stuprata, il dolore della madre