Faenza, 24 dicembre 2017 - L’ispezione cadaverica ha dissipato ogni eventuale dubbio sulle cause della morte. Non ci sarà insomma bisogno dell’autopsia per capire, anche dal punto di vista formale, per quale ragione è deceduto il 45enne faentino Giovanni Liverani. Un risultato in fondo prevedibile alla luce di quanto fin qui emerso sulla dinamica dell’infortunio sul lavoro che verso le 15 di giovedì scorso all’interno della Sueco, azienda che si trova nella zona nord di Faenza, è costato la vita all’elettricista manfredo. Il che significa nulla osta per i funerali, fissati per mercoledì con ritrovo alle 9.45 in camera mortuaria e messa alle 10 alla chiesa di San Giuseppe.

Dal punto di vista tecnico, il fatto che non siano necessari accertamenti irripetibili – come lo è un’autopsia –, farà inevitabilmente slittare in avanti eventuali avvisi di garanzia. La procura potrà cioè procedere con l’inchiesta ascoltando i vari testimoni e acquisendo documentazione sulle varie aziende, comprese quelle dalle quali sono stati eventualmente affittati i macchinari.

Un percorso investigativo reso ancora più complesso da un’altra circostanza. Il 18enne di origine albanese rimasto gravemente ferito nel medesimo incidente – si trova ancora al Bufalini ma non sarebbe in pericolo di vita –, faceva parte di un programma di scuola-lavoro. E si trovava in una delle prime giornate di stage avendo compiuto da poco la maggiore età. Ciò non esclude dunque accertamenti anche alla sua scuola.

Secondo quanto finora emerso dagli elementi raccolti da carabinieri di Granarolo e ispettori della medicina del Lavoro dell’Ausl, i due stavano operando all’interno della Sueco per conto di una ditta esterna della quale il 45enne era socio, la ‘Turchi Impianti Elettrici’, in quello che avrebbe dovuto essere un lavoro di manutenzione sull’impianto di illuminazione.

Ed è per questa ragione che sono saliti a bordo di un cestello fissato al braccio di una gru. Una volta giunti a una decina di metri di altezza, sono improvvisamente precipitati. Il fatto che siano caduti assieme, escluderebbe una perdita accidentale di equilibrio e farebbe più pensare a un cedimento strutturale.

A dare l’allarme, sono stati altri lavoratori intervenuti dopo avere sentito le urla dei due. Purtroppo il 45enne, probabilmente dopo avere battuto la testa, è morto nell’impatto con il suolo. Mentre il 18enne ha riportato le lesioni peggiori a livello degli arti inferiori. Liverani lascia moglie e due figli. Le indagini sono coordinate dal pm di turno Daniele Barberini.

L'Unione degli studenti: "Inaccettabile"

L'infortunio del quale è rimasto vittima lo studente durante un progetto di alternanza scuola-lavoro, è definito "inaccettabile" dall'Unione degli studenti: "casi del genere non possono più essere tollerati nei luoghi di lavoro".
"Ci chiediamo - dice Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti - come sia possibile continuare a promuovere l'eccellenza e l'innovazione di strumenti come l'alternanza scuola-lavoro quando gli stessi luoghi di lavoro sono perennemente a rischio e le tutele sulla sicurezza sono insufficienti. Nessuno deve più rischiare la vita, dagli studenti agli operai, servono risposte immediate".

"Ci stringiamo alla famiglia del 45enne - dice Francesco Tinarelli, coordinatore regionale dell'Unione degli studenti - e siamo vicini allo studente ricoverato all'ospedale Bufalini di Cesena. La nostra lotta non si arresta, continua con più rabbia affinché ingiustizie del genere non debbano più replicarsi, per avere garantiti diritti e tutele tanto nei percorsi di scuola-lavoro quanto nei posti di lavoro».