Ravenna, 10 novembre 2017 – Tentato omicidio aggravato, in concorso. Questo è il reato che ha portato all’arresto da parte della Polizia di Stato di M.J. 28enne cittadino albanese, residente a Ravenna, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ravenna.

Il fatto risale al 26 luglio 2013 quando ai giardini Speyer, era scoppiato un diverbio fra extracomunitari tunisini e albanesi, in seguito al quale uno dei contendenti, quello che ha avuto la peggio è corso a casa, si è armato di coltello e, insieme a un connazionale, è tornato sul posto dove ha rintracciato uno degli aggressori tunisini. Nacque così una nuova lite che si concluse con l’accoltellamento del nordafricano che, in gravissime condizioni, fu ricoverato al Santa Maria delle Croci.

Nell’immediatezza del fatto intervennero, inizialmente, le Volanti della Questura di Ravenna e, subito dopo, gli investigatori della Squadra Mobile che sulla scorta degli elementi raccolti dai colleghi delle Volanti riuscirono a identificare e indagare M.J. cittadino albanese all’epoca 24enne e il suo complice i quali, dopo il ferimento si diedero alla macchia riparando in Albania, per il reato di tentato omicidio, in concorso. Le fonti di prova raccolte dalla Polizia Giudiziaria a carico dei due giovani albanesi consentirono all’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ravenna, su richiesta della Procura della Repubblica, l’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Proseguirono però le incessanti ricerche dei due responsabili, da parte degli investigatori di viale Berlinguer, grazie alle quali venne individuata, fra la comunità albanese di Londra, la presenza di M.J.. A seguito di tale approfondimento investigativo il Giudice per le indagini Preliminari ha emesso nei confronti del giovane albanese il Mandato d’Arresto Europeo. A tale provvedimento restrittivo è stata data esecuzione dagli investigatori di Scotland Yard che, in attesa dell’estradizione, hanno condotto il giovane M.J. nelle carceri di Sua Maestà.

Terminato l’iter procedurale per il suo trasferimento, M.J. è stato prelevato dalla capitale londinese dagli uomini del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dell’Interpol e condotto in Italia dove è giunto il 19 settembre del 2014. Da quella data è stata avviata la carcerazione di M.J., poi tramutata in arresti domiciliari che stava scontando presso la sua abitazione di Ravenna.

Nel frattempo, con sentenza irrevocabile della Corte d’Appello di Bologna, riconosciuta la colpevolezza per i reati contestatigli, era stato condannato alla pena complessiva di otto anni di reclusione. Ieri, all’esito della contabilizzazione del periodo di detenzione sofferta e rilevato che al condannato non poteva essere concessa liberazione anticipata e, tanto meno, gli arresti domiciliari avendo scontato solamente due anni dieci mesi e 13 giorni di reclusione, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Ravenna ha emesso nuovo ordine di carcerazione nei confronti di M.J. Il 28enne albanese è stato rintracciato ieri mattina dagli investigatori della Squadra Mobile di Ravenna, all’interno della propria abitazione e condotto alla Casa Circondariale di Ravenna dove dovrà restare per i prossimi cinque anni, un mese e diciassette giorni di reclusione.