Bagnacavallo, 13 settembre 2017 - Sono giunti in Europa per fare visita ad un numero assai ristretto numero di industrie che rappresentano l’eccellenza e l’avanguardia tecnologica del settore della panificazione. Tre, nella fattispecie, le realtà del settore in questione visitate, tra cui la Orva di Bagnacavallo.

Stiamo parlando delle delegazione, composta da una ventina di industriali giapponesi (tra i più influenti del settore panificatorio del Sol Levante), che ieri ha fatto vista all’industria romagnola presieduta dal dottor Luigi Bravi, attiva nella produzione di piadine industriali e di una vasta gamma di altri prodotti da forno. Un evento che, inserendosi in un contesto internazionale, non può che costituire un ulteriore motivo di vanto per una realtà che ha sempre fatto della tecnologia d’avanguardia e del rispetto per l’ambiente i suoi cavalli di battaglia. A testimoniarlo è la recente realizzazione di un nuovo stabilimento che si sviluppa su una superficie di 20mila metri quadrati . Sito che, oltre a caratterizzarsi per l’alta tecnologia delle sue linee produttive, si contraddistingue per una serie di soluzioni innovative che assicurano la massima responsabilità aziendale, garantendo un impatto zero delle emissioni inquinanti. Nata una quindicina di anni fa, l’azienda ha assistito ad un continuo ampliamento sia dal punto di vista tecnologico che a livello produttivo. Dopo aver superato non pochi ostacoli di carattere burocratico che hanno comportato un ritardo di circa un anno nella tabella di marcia, il nuovo stabilimento da circa 8 mesi è entrato in produzione, sia pure per il momento al 50 per cento. In queste settimane si sta procedendo all’installazione di nuove linee per soddisfare le più disparate esigenze di mercato. Il nuovo sito ha richiesto un investimento di 32 milioni di euro, comportando l’assunzione di 50 persone, che portano così a 230 il numero complessivo degli addetti sui tre siti produttivi. Una struttura che anche dal punto di vista architettonico presenta caratteristiche all’avanguardia e sempre nel rispetto dell’etica aziendale. Non si tratta infatti del classico capannone industriale, ma di una struttura che si contraddistingue per i suoi ampi spazi, per i suoi ambienti luminosi e per l’utilizzo di un grande quantitativo di legno.

Nata come produttrice di piadina romagnola, l’azienda si è nel tempo evoluta producendo pane in cassetta, uno dei prodotti maggiormente richiesti dal mercato. Infine alcune curiosità: Orva produce qualcosa come 400mila piadine al giorno. Per rendere l’idea, se si potessero collocare una sopra all’altra, raggiungerebbero un’altezza pari a tre torri Eiffel. Senza dimenticare i 200 milioni di confezioni di prodotto finito nell’arco di un anno nonché svariate altre tonnellate di pane confezionato, in cassetta e biologico. Quantità che fanno dell’azienda di Bagnacavallo il secondo produttore nella Penisola, dietro al leader di mercato. Tra gli obiettivi a breve c’è il completamento del sito produttivo con altre linee, nonché quello di un’espansione in Europa, grazie in particolare ad un’importante commessa che partirà il prossimo mesi di febbraio e che posizionerà l’azienda ad una quota del 30% di prodotto verso l’estero.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Lu.Sca.