Ravenna, 19 novembre 2014 - Eleonora Schonwald, tradisce le sue origini tedesche nella determinazione che ha messo nel voler salvare i daini della pineta di Classe dall’abbattimento. Le hanno detto che ormai è tutto deciso. Lei non si arrende. Anzi, alza il tiro, e ha ottenuto un incontro in Provincia, con Antonio Venturi e Giovanni Mazzolani, ai quali ha dichiarato di essere disposta a prenderli in affido tutti e 67 nella sua tenuta di Castiglione, e a coprire completamente le spese della cattura.

Che tipo di proposta ha fatto alla Provincia?

«Sono disposta a farmi carico delle spese. Metto a disposizione il mio camion, il mio personale e ho già contattato tre veterinari di Piacenza, dove ho le altre mie tenute. Persone esperte, che hanno già fatto questo genere di operazioni. E comunque le spese non sarebbero eccessive».

E per le autorizzazioni?

«I veterinari sono già autorizzati a far fuoco con l’anestetico, servirebbe solo un documento della Provincia che comunichi alle forze dell’ordine i dettagli dell’operazione. Ho anche telefonato alla segreteria del ministro dell’Ambiente per chiedere ulteriori delucidazioni».

Cosa le hanno risposto dal Ministero?

«Che la competenza è tutta locale, e che apprezzavano moltissimo la mia disponibilità».

La Provincia come ha accolto la sua proposta?

«Hanno ascoltato, poi mi hanno rivolto alcune domande, per avere informazioni».

Il dirigente della Provincia, Venturi, sostiene però che la sua proposta potrebbe essere accolta in futuro.

«A me non interessa il futuro, io voglio evitare il massacro adesso. Non si può pensare di abbattere i daini ora, per dare un contentino ai cacciatori, e di cercare una soluzione incruenta dopo».

E se il problema del sovraffollamento dei daini si riproponesse nei prossimi anni?

«Ho detto chiaramente alla Provincia che l’operazione della cattura deve essere risolutiva, proprio per evitare che l’anno prossimo, o quello dopo ancora, si parta con una nuova campagna di abbattimenti. Anche perché mi fa orrore l’idea che i cacciatori si portino a casa gli animali che hanno ucciso, lo trovo estremamente pericoloso».

Perché pericoloso?

«Sono a contatto con i maiali selvatici, potrebbero avere infezioni trasmissibili all’uomo. Anche da noi in Germania fanno questo genere di operazioni, rivolte però agli animali vecchi e malati, e comunque i capi vengono sottoposti a controlli. Di sicuro non è consentito portarseli a casa così. In ogni caso io non mi arrendo».

In che senso non si arrende?

«Sono comproprietaria di un importante giornale tedesco e se la Provincia vorrà andare avanti con questa operazione insensata e pericolosa, io chiederò che in Germania scrivano un articolo su cosa è stato fatto qui Riviera con i daini. Non so cosa ne penseranno quelli che vengono in vacanza qui con i loro bambini. Questa bellissima terra rischia di essere insanguinata».