Ravenna, 6 ottobre 2017 - Sono veramente in tanti: ex Pd, ex Rifondazione, Sel ed ex Sel, grillini delusi. Aspettano la data del matrimonio per dare vita alla ‘casa della sinistra’ che però non arriva e ci restano un po’ male.

Sala dell’Almagià in overbooking, oltre 500 persone. Giuliano Pisapia scalda abbastanza i cuori, Vasco Errani pure, Pierluigi Bersani un po’ meno. Questa volta l’ex leader Pd e ora a capo di MdP, non ce l’ha con i leopardi da smacchiare ma butta là un «non cerchiamo il freddo nel letto». La platea si interroga sul significato. Pubblico con età media alta. Sul fronte MdP-Pisapia ci sono Miro Fiammenghi, Carlo Boattini, Mariella Mantovani, Gabriele Albonetti, Maurizio Marangolo, Federica Degli Esposti, Gianandrea Baroncini, Valentina Morigi. C’è l’ex assessore regionale Alfredo Peri, l’ex senatore Aldo Preda. Nutrita la pattuglia Pd guidata dal sindaco Michele de Pascale, con Alessandro Barattoni, segretario provinciale in pectore, il capogruppo Fabio Sbaraglia, l’assessore Giacomo Costantini, l’ex sindaco Vidmer Mercatali. «Dopo quello che è successo negli ultimi giorni – commenta un organizzatore – sono venuti da tutta la regione, almeno dalle province vicine».

Bersani arriva per primo e fa passerella tra due ali di pubblico seduto. I più anziani si alzano per abbracciarlo. Fioccano applausi, gli unici davvero intensi della serata, almeno per quanto lo riguarda.

Errani e Pisapia entrano da un ingresso posteriore, gli applausi arrivano quando salgono sul palco. Errani sembra impacciato alla prima domanda, non carbura subito. Bersani la mette in politica. L’attenzione risale quando prende la parola l’ex sindaco di Milano. Pisapia parla di «una grande casa della sinistra» di «valori comuni» e di «essere stato il primo a battere le destre a Milano dopo 20 anni». Ma la data del famoso matrimonio con Mdp non la dice e i più ci restano male. Annuncia un progetto in 7 punti da sottoporre «a una vasta platea» che comprende gli scissionisti, prima di Sel e ora del Pd, i grillini delusi, «quelli che vogliono una sinistra unita».

«Un matrimonio poligamo» che chiede tempo, ma la sala è stanca di aspettare. E dire che la giovane Federica Degli Esposti, nell’introduzione, aveva ammonito tutti i presenti sul palco, citando le parole di una «compagna»: «Giovedì sera vengo, ma che sia la volta buona».

Così, per far tornare il calore si rispolverano gli slogan contro il governo, contro Renzi, contro Lega e Forza Italia, contro «i fascisti di Casa Pound», contro Verdini. E qui tornano anche gli applausi.

In chiusura anche un battibecco tra Errani e Pisapia, che però finisce con la riappacificazione. Clima freddino, sarà per la prossima volta.