Dopo il musical Evita, Forlì sogna
la partnership fissa con Ravenna
Lo spettacolo al PalaCredito fa parte di Ravenna Festival. La storia della first lady argentina in scena ogni giorno fino al 26 giugno
Ravenna, 23 giugno 2010 - UNO spettacolo affascinante, con musiche e coreografie che esaltano la ricostruzione storica e ‘intima’ del triangolo Evita-Juan Peròn-Che. Eppure la messinscena di un simile evento non è la sola ragione per cui Forlì ambiva ad un musical come ‘Evita’. Lo show che ha debuttato ieri al PalaCredito, infatti, ha una funzione di grande prestigio per la città, che conta su una futura e più intensa collaborazione col Ravenna Festival (direzione artistica di Franco Masotti).
Dopo ‘Cats’ e ‘Mamma Mia’, questo è il terzo anno in cui uno spettacolo del Ravenna Festival viene presentato al PalaCredito di Forlì (fino al 26 giugno, ore 21). Evita Duarte, first lady la cui vicenda umana commosse tutto il mondo del dopoguerra, è stata una donna che ha saputo interpretare l’identità di un popolo e la sua ansia di giustizia. «Se Ravenna ha pensato a Forlì come città con la quale collaborare, vuol dire che il livello culturale qui è alto — ha sottolineato Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che con la Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna ha sostenuto la realizzazione dello spettacolo — visto il successo che abbiamo suscitato con le mostre. Tutto questo potrebbe favorire una partnership più globale col Ravenna Festival».
UNA RASSEGNA che si radica anche sul territorio che la ospita, tanto più che fra le comparse ci sono vari attori forlivesi e 12 bambini della scuola musicale ‘Alighieri’ di Bertinoro. Fra l’altro è pur vero che Ravenna Festival vuole interpretare, attraverso un contatto romagnolo, la universalità della cultura: lo dimostra anche il titolo dell’intera rassegna, ‘Ex tenebris ad lucem’ che ha come sottotitolo l’espressione in dialetto romagnolo ‘S’l’è nöt u ’s farà dè’. Il titolo lascia spazio ad interpretazioni che mettono a raffronto le tenebre con la luce, intese come buio, cecità fisica, intellettuale e morale. Ma è anche vero che dal buio nascono immagini fantastiche, come hanno dimostrato i grandi mistici. All’incontro con la stampa erano presenti gli attori: Abigail Jaye (Evita), attrice di teatro e di tv, soprano che sentiremo cantare in ‘Don’t cry for me Argentina’ , ‘Buenos Aires ‘You must love me’, ‘Eva’s final broadcast’ e ‘Lament’; Marc Powell (Che Guevara) nel cui curriculum ci sono molte interpretazioni teatrali e partecipazioni a concerti rock.
Allo stesso modo il basso-baritono Mark Heenehan (Peròn) ha recito con varie compagnie, in tv e in film per il cinema. omplessivamente la compagnia di Evita (libretto di Tim Rice e musica Andrew Lloyd Webber) comprende oltre 20 attori, una decina di musicisti e uno staff composto da 16 persone. Grandi interpreti per un grande spettacolo.
di ROSANNA RICCI










