Reggio Emilia, 3 febbraio 2017 - «HO BISOGNO di qualcuno che mi faccia un dossier puntuale su Bini, va inchiodato».

Un bersaglio, da screditare. Così era visto Enrico Bini, quello che qualcuno ha ribattezzato il 'sindaco antimafia' di Castelnovo Monti. Un uomo scomodo per qualcuno, invece, tanto da dover far spuntare un fascicolo, dettagliato, da ritorcergli contro. È questo ciò che emerge nelle pieghe delle intercettazioni captate dopo la cena agli Antichi Sapori, del 21 marzo 2012, fra due noti avvocati della città impegnati in politica, entrambi presenti al convivio: Giuseppe Pagliani (assolto in abbreviato dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa) e Antonio Sarzi Amadè (già difensore dei fratelli Muto di Gualtieri, non coinvolto nel processo Aemilia).

La conversazione – mai emersa prima pubblicamente – è stata fatta ascoltare ieri nell’aula del processo Aemilia; poi, in parte, letta da Emanuele Leuzzi, maggiore dei carabinieri della stazione di Fiorenzuola D’Arda.

Enrico Bini in aula

Da un capo del telefono c’è Sarzi; dall’altro Pagliani. I due commentano la cena («erano presenti circa 40-50 persone, non di più ed era un evento a invito, non pubblico», ha chiarito il testimone); Pagliani chiede consigli su come comportarsi e se «mettere di mezzo il partito, il Pdl», per aiutare gli imprenditori calabresi che lamentavano un accanimento del prefetto, essendo diventati bersaglio di interdittive.

Sarzi Amadè risponde: «Il Pdl lo usi dopo, prima fai la manovra che attacchi Bini e tutto… Io ho già fatto la querela contro Bini e contro Sky, che non è ancora archiviata… »

Poi, riguardo alla cena, sempre Sarzi Amadè: «C’era gente che a me non piaceva, non so se hai notato che non ho detto un c... Le mosse vengono fatte come cristo comanda. C’era gente che non mi piaceva. Sarcone ad esempio. Quella gente lì a me non piace proprio per niente. Gli autotrasportatori fanno lavoro, c’è gente che è rovinata... devono querelare. Ma io ho bisogno di qualcuno che mi faccia un dossier puntuale su Bini, Bini va inchiodato perché vuol fare il sindaco di Reggio. In più c’è un prefetto che fa della roba da manicomio, perché tutte le relazioni sono fatte a c... No, voglio solo quel dossier lì su Bini, devi recuperarmelo in un modo o in un altro». E ancora: «Mi fai quel servizio, ci sei? Voglio quel dossier su Bini, devi recuperarmelo a costo di farglielo rifare». Pagliani a quel punto ribatte: «Adesso qualcosa riesco a trovare».

Secondo Leuzzi «Sarzi Amadè non sa che Pagliani ha partecipato a un altro incontro riservato con Sarcone, nell’ufficio del calabrese (prima della cena, ndr); altrimenti non lo avrebbe criticato. E quindi Pagliani mente quando dice ‘anche a me non piace Sarcone’, sennò non ci sarebbe andato».

I tre giudici di Aemilia Cristina Beretti, Francesco Maria Caruso e Andrea Rat

CONTRO Pagliani, attuale consigliere comunale a Reggio si scagliano le deputate del Movimento 5 stelle Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti e il capogruppo in sala del Tricolore Ivan Cantamessi, che chiedono le «dimissioni irrevocabili» di Pagliani da consigliere. «Quanto letto in aula del processo di Aemilia dal maggiore dei Carabinieri di Fiorenzuola relativamente alle intercettazioni tra Giuseppe Pagliani (Forza Italia) e l’avvocato Sarzi Amadè – si legge in una nota –, ha risvolti politicamente gravissimi. Negli atti si parla della produzione di dossier prodotti contro Enrico Bini che in quel momento era impegnato in battaglie antimafia. La gravità politica di quanto emerso e letto in aula porta alla richiesta di dimissioni irrevocabili da consigliere comunale di Giuseppe Pagliani».

L’avvocato Antonio Sarzi Amadè, contattato nella serata di ieri, invece si limita a replicare: «Sono già stato sentito dalla Dda al riguardo. Ho già dato le mie spiegazioni». Pagliani oggi replica con una nota: "Macchina del fango vergognosa e scorretta".