Novellara (Reggio Emilia), 12 febbraio 2017 - Quello di oggi è il D+2 di Matteo, il bimbo di quattro anni, di Novellara, trapiantato di un midollo che dovrebbe consentire di guarirlo da una rara malattia genetica. Domani sarà il D+3 e così via, giorno dopo giorno, fino tanto sperata guarigione. Accanto al piccolo Matteo ci sono i genitori Enrico Orlandini e Serena Gelmini, ai quali non manca l’appoggio del figlio maggiore, Lorenzo, il quale sta vivendo con apprensione questo periodo ricco di difficoltà, ma anche di grande fiducia. Ai genitori di Matteo abbiamo chiesto di impressioni e stato d’animo di questi giorni.

Enrico e Serena, il trapianto è ormai realtà…

«Quella di venerdì è stata una giornata intensa, ricca di emozioni. Si è concluso il nostro D-day. Ora c’è il D+1 è così via fino a quando Matteo avrà superato la fase critica. Stiamo vivendo una grande gioia per essere riusciti ad arrivare fino a qui. Siamo consapevoli che i prossimi 10-15 giorni saranno decisivi per poter definire riuscito il trapianto. Alcuni effetti collaterali, tra i quali il temibile rigetto, sono una minaccia concreta. Ma non fa niente: vivremo giorno per giorno, affronteremo tutto quello che ci verrà dato con la determinazione che ci trasmettono i sorrisi e la voglia di riprendere la vita normale di Matteo».

E Matteo come sta?

«È stanco e provato dalla chemioterapia e dalle terapie a cui è sottoposto. Ma ci da la forza coi suoi sorrisi e le sue piccole ed ingenue necessità, che ci consentono di non mollare mai. Neppure per un istante».

Dove vi trovate?

«Ora siamo in un reparto specifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e ci rimarremo per un po’. Siamo in regime di isolamento per preservare la salute di Matteo, ma grazie ai canali social siamo in contatto con tutti i nostri sostenitori. A cominciare da Lorenzo, il fratellone di Matteo. Non è con noi fisicamente, ma lui c’è sempre».

Cosa avete saputo del donatore?

«E’ una ragazza americana, della California. Ha donato il midollo, inviato subito a Roma per il trapianto a Matteo. Ora il nostro bambino ha una nuova…sorellona».

E il vostro obiettivo qual è?

«Lavoriamo e continueremo a farlo affinché ogni persona idonea possa essere iscritta al registro dei donatori di midollo osseo. Con un mezzo bicchiere di liquido si può far guarire da gravi malattie e salvare vite umane. Siamo stanchi, provati e con un percorso davanti non proprio semplice. Ma siamo determinati e con una spinta ad andare avanti che è veramente difficile spiegare. Un grazie a tutti».