Boretto (Reggio Emilia), 2 gennaio 2018 - L’intera comunità di Boretto ha dato l’addio ad Andrea D’Avena, il bimbo di quattro anni vittima degli effetti di una malattia degenerativa che lo accompagnava praticamente dalla nascita. Gremita la basilica di San Marco, così come la sera prima era accaduto alla recita del Rosario nella chiesetta di San Rocco, la frazione in cui la famiglia di Andrea abita. La messa è stata presieduta da don Luigi Mandelli, il quale all’omelia ha ricordato come la scomparsa di Andrea sia avvenuta proprio nel giorno dedicato alla Sacra famiglia. E come la famiglia di Andrea sia sempre rimasta vicina al bambino, in tutti questi anni di sofferenza, ma anche di fede e di speranza. Ha ricordato la difficoltà legata al distacco, al dolore per il lutto.

Ma ha aggiunto il ricordo che resterà di un bambino che ha avuto tanto amore e affetto. Al termine della messa è stato papà Matteo a prendere la parola per ringraziare medici e infermieri che hanno curato Andrea, ma si è soffermato soprattutto su come ora immagina il figlio: Andrea che vola, che finalmente può correre e giocare. Gesti che la malattia gli aveva sempre impedito di compiere. Ha salutato i presenti, identificandoli come “amici di Andrea”. E al bimbo la locale squadra di calcio ha donato idealmente la fascia di capitano. Perché ora Andrea potrà guidarli “da una posizione certamente privilegiata”. Infine, l’addio con cento palloncini bianchi distribuiti dalla Pro loco e lasciati liberi di volare in cielo, proprio mentre dalla basilica usciva la bara bianca di Andrea, sostenuta da papà Matteo e da altri amici di famiglia. Il bambino lascia nel lutto anche la madre Vera Grossi e il fratello maggiore Tommaso. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Boretto.