Carpineti (Reggio Emilia), 12 settembre 2017 – Cibo eccellente, location da sogno, stile unico e inimitabile sono gli ingredienti per il matrimonio perfetto. E allora perché non affidarsi ai consigli della ‘style coach’ più famosa d’Italia e, invece della solita villa, non scegliere qualcosa di unico come un castello? È successo sabato 2 settembre al Castello di Carpineti, dove una coppia di sposi, legati al luogo da parentela e ricordi d’infanzia, ha deciso di celebrare il giorno più bello. Ad occuparsi dello styling c’era lei, Carla Gozzi, vera icona di stile, nota per trasmissioni quali “Ma come ti vesti?”, “Shopping night” e “Guardaroba perfetto”, un blog, seguitissimo, e la “Carla’s Academy”.

Ad affiancarla anche una quindicina di ragazzi dell’alberghiero dell’Istituto Nelson Mandela, coordinati dal professor Michele Alfano. “Arrivarci e trasportarvi il catering non è stato semplice – afferma la style coach –, ma se si vuole unicità e bellezza, per un matrimonio un po’ ‘fuori dal comune’, un castello è sicuramente più suggestivo di una villa, seppur bella. I castelli del territorio non sono adeguatamente valorizzati. Affiancati dall’associazione ‘Il Melograno’, che gestisce la torre, abbiamo proposto agli ospiti, tutti provenienti da fuori, anche la visita guidata alla torre, stupenda”.

La cerimonia, civile, si è svolta nella parte alta della rocca, addobbata con nastri bianchi, ulivo ed eucalipto. Eleganza, giochi di luci, decorazioni con erbe autoctone anche per il ristorante, con la collaborazione di “Il tè e la rosa”. Food e catering a cura di “Agricucina” di Gianni Brancatelli, con prodotti a km0 di “Campagna Amica”. La torta, ispirata all’abito della sposa, è stata realizzata da Andrea Tamagnini, in arte “Strabba”. “Abbiamo cercato di cogliere le eccellenze del territorio – precisa Carla –. L’antica rocca matildica era una fortezza militare, austera e quasi irraggiungibile. Ho pensato di non modificare troppo lo stato del luogo, ma rendere il ristorante molto luminoso, con giochi di luce ed enormi candelabri d’argento inglese, decorati con eucalipto, lavanda, ortensie e candele bianche”.

Per i ragazzi del Mandela (Diane, Alessia, Alice, Vanessa, Sara, Nizzar, Beatrice, Gabriele, Alessandro, Lisa, Giorgia, Marco, Alberto e Francesca) l’esperienza è stata unica. “Abbiamo deciso di offrirgli quest’opportunità – sottolinea Carla –. Era la prima volta e si sono dimostrati educati e ben istruiti, come veri professionisti. Sono rimasta piacevolmente sorpresa”.