Reggio Emilia, 11 luglio 2017 - Aveva un doppio volto. Uno era quello del disperato che arriva in Italia per chiedere un futuro diverso, migliore rispetto a quello del suo Paese d’origine. L’altro era quello del malvivente che lucra sulla droga, nella nostra città, del tutto lontano dalle strade che avrebbe dovuto percorrere per provare a inserirsi nella società.

Eseigbe Holiness Aiwonemen, 23enne nigeriano, era giunto sulle coste italiane a bordo di un barcone: nel luglio 2014 aveva presentato la richiesta di asilo politico alla questura di Napoli ed era per questo motivo in possesso del permesso di soggiorno, risultando residente nella città partenopea. A suo carico, da allora a oggi, c’è anche qualche denuncia per violazioni relative alle norme sugli stranieri.

Ma i carabinieri, durante un controllo avvenuto domenica alle 13.30 nella zona della stazione ferroviaria – l’area della città dove da tanto tempo si concentrano degrado, spaccio, prostituzione e una difficile convivenza tra italiani e stranieri che vivono nell’illegalità – hanno scopetto una sua attività illecita legata alla droga.

I militari del nucleo operativo e radiomobile lo hanno notato in via Sani: intorno a lui c’era uno via vai di persone tale da fare sospettare una possibile attività legata alla droga. Gli uomini dell’Arma lo hanno infatti subito fermato e trovato in possesso di una quarantina di grammi tra cocaina e marijuana, già suddivise in dosi e pronte per la vendita.

Poi gli accertamenti sono proseguiti in quella che è risultata essere la sua abitazione di fatto, in via Turri, dove i carabinieri hanno scovato altri trenta grammi delle stesse due sostanze, già predisposti per il mercato, oltre a 150 euro ritenuti provento della vendita. Il giovane è stato portato in caserma per ulteriori accertamenti e, vista la flagranza di reato, per lui sono scattate le manette con l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

Da quanto si può ipotizzare, il 23enne era riuscito a radicarsi nella nostra città, in uno dei tanti appartamenti di via Turri dove il via vai di stranieri irregolari e dediti ad attività illecite è incessante: veri e propri fantasmi che hanno reso però difficile la convivenza in questi palazzoni con gli italiani e gli stranieri che vivono onestamente. Qui, infatti, il 23enne è risultato convivere con una donna sua connazionale. Gli accertamenti dei carabinieri non sono terminati: stanno infatti cercando di ricostruire l’intera filiera della droga, dai possibili complici del nigeriano fino ai clienti.

Il giovane è comparso ieri mattina in tribunale per la direttissima, davanti al giudice Luca Ramponi. Non ha precedenti penali e risulta incensurato. Ha fatto una breve dichiarazione spontanea, senza sottoporsi all’interrogatorio, dicendo che che era la prima volta che trattava droga.

Per lui il pm Maria Rita Pantani ha chiesto la custodia cautelare in carcere. L’avvocato difensore Giulia Incerti ha chiesto una misura più leggera o il divieto di dimora. Il giudice Ramponi ha accolto quest’ultima istanza, disponendo il divieto di dimora in Emilia Romagna e nelle regioni confinanti. Il 23enne, dunque, è ora a piede libero. Il legale ha chiesto un termine a difesa e l’udienza è stata riaggiornata al 28 luglio.