Reggio Emilia, 2 dicembre 2017 – Dalla base operativa, collocata in un’abitazione di Villa Cella, a Reggio, partivano le incursioni notturne ai danni di aziende reggiane e mantovane, che subivano ingenti furti di rame. A scoprirlo i carabinieri di San Polo d’Enza che l’altra notte, al culmine di un servizio di pedinamento, con l’accusa di furto aggravato in concorso hanno arrestato due romeni di 21 e 23 anni.

I due sono anche accusati di ricettazione, in quanto successivamente al loro fermo la perquisizione domiciliare eseguita nell’abitazione ha fatto trovare computer, macchine fotografiche, navigatori, orologi, smartphone e attrezzatura edile varia tutti proventi di furti, di cui parte (un computer, un iphone e un navigatore) rubati il 19 novembre in un’azienda di Bagnolo.

Tutto è partito dalla segnalazione di un furgone notato dopo un furto a Luzzara. E i militari di San Polo l'hanno  pedinato fino a Gonzaga di Mantova, nella zona artigianale, dove ha sede un’azienda derubata a novembre di rame per un valore di 240 mila euro. Poco dopo il furgone è ripartito verso Novellara, sempre seguito dai carabinieri. E quando è stato fermato, si è scoperto che all’interno c’erano cavi in rame per 40mila euro di valore, provento di furto.

Inevitabile l’arresto dei due rumeni. Parte del bottino è stato restituito, ma altri oggetti sono in attesa di rientrare in possesso dei proprietari.