Guastalla, 14 luglio 2017 - Lutto alla Padana Tubi di Guastalla. Ieri alle 10, mentre i lavoratori si stavano recando davanti ai cancelli dello stabilimento di via Portamurata per un nuovo sciopero contro il mancato accordo sul contratto aziendale, uno degli operai, Pritam Singh, 62 anni, indiano residente a Luzzara, assunto nel 1997, ha perso i sensi. «Aveva dato disposizioni al suo collega che restava alla linea di produzione – racconta Abdrahman Nehmedi, suo vicino di postazione – e stava per uscire, quando si è accasciato. Poco prima aveva detto di sentirsi un po’ stanco. Ma sembrava essere l’effetto del gran caldo…».

Sono accorsi alcuni operai, tra i quali un esperto volontario Cri. E’ stato praticato il massaggio in seguito a un primo arresto cardiaco. Sono arrivati ambulanza e automedica. Le terapie di emergenza sono proseguite a lungo nel piazzale esterno dell’azienda. Poi la corsa verso il vicino ospedale. Ma non c’è stato nulla da fare. Pritam Singh lascia moglie, due figlie e altri parenti. «Era una persona mite, generosa, bravo sul lavoro, gentile con tutti», lo ricordano i colleghi e anche i dirigenti della Padana Tubi. Forse una crisi neurologica, abbinata a un infarto, potrebbe essere alla base del malore fatale. Intanto, davanti alle sedi dell’azienda, a Pieve e a San Giacomo, sono proseguite le manifestazioni sindacati per sollecitare un accordo sul contratto. Appaiono risolte le questioni sull’uso della videosorveglianza, ma restano alcune differenze sui premi. «L’anno scorso hanno raddoppiato i ricavi. I lavoratori meritano di più», dicono i sindacati. «Abbiamo concesso molto. E poi la Padana Tubi – replicano dall’azienda – è nota per le qualità assuntorie e retributive. Ci è riconosciuto da tutti».