Montecchio (Reggio Emilia), 15 luglio 2017 - «Saremo una scuola, un campo di prova per le corse di cavalli senza frustino. Perché si possono vincere gare nel totale rispetto di questo nobile animale e di ciò che per l’uomo rappresenta».

A parlare è l’ex-gentleman driver Lorenzo Morini, uno dei gestori dell’ippodromo del Castello a Montechiarugolo dove per la prima volta in Italia viene vietato l’uso del frustino durante le corse dei cavalli. Quarantotto anni, nato a Reggio ma ormai residente a Montecchio, da anni gestisce questa struttura situata tra Parma e Reggio Emilia, al di là del ponte di Montecchio. Un luogo dove, ormai dagli anni Settanta, s’insegna sempre ai fantini e ai ragazzi, anche agli amatori, a rispettare il cavallo e a prendersene cura, giorno dopo giorno.

«Vietare l’uso del frustino nel corso della manifestazioni per noi significa dare il giusto rispetto e valore a questo animale. E non è vero che se non si usa il frustino il cavallo corre meno forte: in Norvegia infatti l’uso della bacchetta è vietato per legge da molto tempo e proprio lì, durante una corsa, hanno detenuto il record mondiale».

Sull’onda di questo successo, quindi, l’ippodromo emiliano è pronto a farsi le ossa, sposando a pieno questa teoria, anticipando i tempi ma anche la legge. «Presto – spiega Morini – si discuterà anche nel nostro Paese la legge sul benessere degli animali, la cosiddetta legge «Primavera» e, se passerà, potrà portare anche da noi il divieto dell’uso frustino nel corso delle gare. Una vera rivoluzione per tutti quelli che fino ad oggi hanno sempre pensato che i cavalli non potessero correre forte senza questo aiuto».

Evitare il frustino, poi, per Morini potrebbe essere una mossa utile a riavvicinare il pubblico alle gare. «Già il mondo dello sport legato ai cavalli è in crisi – spiega Morini – perché con il cavallo si instaura un rapporto giornaliero e duraturo e molti non possono o riescono a farlo. Poi di certo l’uso della frusta ha allontanato il pubblico dagli ippodromi. In tanti infatti, soprattutto le nuove generazioni, lo hanno sempre considerato un gesto prepotente, troppo poco nobile. Vietare l’uso del frustino di certo riavvicinerà molti appassionati e ci sarà un nuovo rilancio del settore delle corse».