Lentigione (Reggio Emilia), 5 gennaio 2018 - Il fango è stato spalato via quasi ovunque, ma nei grandi capannoni di Immergas, a Lentigione di Brescello, le operazioni di pulizia non sono affatto concluse (FOTO). Occorre infatti togliere fango e umidità da ogni intercapedine, da ogni presa di corrente, da ogni cavo. E ci sono linee di produzione che lavorano anche con dieci chilometri di cavi elettrici… Numeri impressionanti che però non hanno tolto la voglia di lavorare e di impegnarsi per tornare al più presto alla normalità. I seicento dipendenti, guidati dal presidente Alfredo Amadei, stanno lavorando intensamente per far ripartire al più presto le quattordici linee di produzione. Anche se alcuni macchinari si sono già rimessi in movimento, a tempo di record. Ci sono alcune presse che già sfornano i primi pezzi “post alluvione”. Il magazzino è attivo, pur se non alimentato dalle linee produttive ancora ferme. Mentre il reparto ricambi ha ripreso a funzionare in modo quasi regolare, pronto a soddisfare le esigenze di installatori e manutentori di ogni parte d’Italia e del mondo. Sulle linee di produzione ci sono al lavoro le squadre di pulizia. Le parti già sottoposte a sanificazione sono state “avvolte” in tubi di cellophane che mantengono il calore per accelerare le operazioni di asciugatura di attrezzature e cavi, i più a rischio di corrosione da umidità. E si avverte in modo deciso l’emozione degli operai e dei tecnici, ogni volta che un piccolo ingranaggio viene riattivato dopo la pulizia.

Una dopo l’altra le varie postazioni stanno riprendendo vita dopo essere state inondate da acqua e fango. E già entro una decina di giorni sarà riattivata completamente una delle linee di produzione. Chiediamo: quando si riprenderà con la produzione a pieno regime? La previsione è. “Entro l’estate”. Ma visti i tempi ridotti impiegati per riprendersi dalla prima fase di emergenza, c’è da scommettere che la ripresa totale delle linee potrebbe verificarsi in anticipo rispetto alle scadenze fissate. I segni del passaggio del fango dell’Enza sono ben visibili ovunque, sulle pareti come sui macchinari. Ma ci sono anche reparti in cui il profumo del detergente ha preso il posto dell’odore dell’olio delle macchine, con gran parte dei pavimenti dello stabilimento che non erano mai stati lucidi come ora.