Lentigione (Reggio Emilia), 15 dicembre 2017 - Non ha mai voluto abbandonare la propria abitazione dopo che l’onda buia dell’Enza aveva invaso Lentigione portando disastri e tanta paura. Renzo Porzani, rappresentante in pensione di 89 anni, nella tarda mattinata di ieri è stato stroncato da un infarto mentre si trovava al primo piano della sua casa in via Stradone, a due passi dalla chiesa, probabilmente sopraffatto anche dal dolore profondo di vedere il proprio paese in ginocchio.

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La serenità spazzata via in pochi minuti, e soppiantata da una marea di inquietudini. E Porzani, che viveva con la famiglia nella casa a schiera nel borgo che sfiora l’argine maledetto, si è spento gettando la comunità in uno sconforto ancora più tangibile. Sono stati i familiari a dare l’allarme, e i soccorsi sono stati più che celeri, compatibilmente con le condizioni critiche della viabilità mentre tutti, incuranti del fango, cercavano di rientrare nelle proprie abitazioni per salvare il salvabile, molto poco, e gettare quello che ormai era inservibile, tantissimo.

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I sanitari del 118 hanno cercato di rianimare l’anziano, ma è stato subito chiaro che non c’era nulla da fare. E il dramma della famiglia Porzani ha reso ancora più cupo il giovedì del dopo alluvione, la giornata in cui tutti hanno potuto rendersi conto dei danni profondi che non hanno risparmiato un edificio che fosse uno.

Proprio mentre si cercava di soccorrere il pensionato, nelle abitazioni vicine si lavorava incessantemente per spalare il fango fuori dalle camere: la prima tappa di una rinascita che si preannuncia lunga. Ma lo sguardo di tutti non poteva che volgersi verso casa Porzani, dove i sanitari e i gli operatori della Protezione Civile giunti da Lastra a Signa, nel Reggiano, si erano stretti alla famiglia colpita da questo lutto.

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«Era una brava persona, lo conoscevamo un po’ tutti qui», ha detto un vicino ricordando come l’89enne avesse lavorato fino a non troppi anni fa a Cicognara di Viadana, appena al di là del Po.

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Non è dato sapere se Porzani avesse dato il suo contributo per ripulire una casa che appariva irriconoscibile, ammantata da quel fango infido che si era infilato ovunque. I soccorritori hanno trovato l’anziano riverso a terra, e non è escluso che nella caduta abbia urtato un termosifone presente nella stanza al primo piano.

Come precisato dal medico giunto sul posto, non sembrano esserci dubbi sul fatto che sia trattato di una morte naturale. Nel trambusto sofferto di ieri a Lentigione, la scomparsa dell’89enne è stata un’altra difficile prova che si è aggiunta alle fatiche e agli interrogativi sul futuro imposti dal disastro ambientale. Non è ancora stata fissata la data dei funerali dell’ex rappresentante, rimasto a difendere fino all’ultimo quello che gli era più caro, e che non si era arreso all’idea che l’acqua potesse portare via tutto quello che si era costruito faticosamente in una vita intera.