Montecchio (Reggio Emilia), 12 luglio 2017 - C’è chi abita a cinquanta metri dall’ospedale di Montecchio, ma dovrà partorire a Guastalla. E c’è pure chi dovrebbe dare alla luce suo figlio proprio nella data che coincide con la chiusura del punto nascita: un giorno in più o in meno cambia il luogo. Prevedere con certezza un parto è impossibile, dunque come ci si organizza? Domande e problemi reali di 9 mamme che hanno partecipato al corso di preparazione al parto diretto da un’ostetrica dell’ospedale Franchini di Montecchio.

Chi farà in tempo a partorire entro domani potrà farlo a Montecchio, altrimenti dovrà andare in un altro ospedaleTutte pronte a gioire per dare alla vita i loro bambini. «Peccato che ci hanno comunicato solo pochi giorni fa che avrebbero chiuso il punto nascite di Montecchio – dicono amareggiate Lisa, Sara, Rosaria, Andrea, Yadira, Lorenza, Silvia, Lina e Francesca –. Se qualcuno fa in tempo a partorire entro il 13 (domani, ndr) allora va bene, altrimenti deve andare da un’altra parte. Vogliamo esprimere tutto il nostro disappunto nei confronti della direzione sanitaria. Non prendiamoci in giro, lo sapevano anche due mesi fa. Troviamo assurdo aver partecipato a un corso realizzato in maniera impeccabile, dove non si è lasciato nulla al caso, gestito e organizzato con amore e passione oltre che con grande professionalità. Avevamo un trovato un punto di riferimento in questo ospedale, per essere preparate al meglio. Ci hanno insegnato a essere sereni. Ora invece con questa chiusura, avviene il contrario e mina la nostra tranquillità».

Ogni struttura ha la sua metodologia di travaglio. Il gruppo di mamme aveva preparato tutto nei minimi particolari con Montecchio e ora invece dovranno andare, a pochi giorni dal parto, a Reggio, a Guastalla o a Parma. «Ci dovremo adattare – chiosano –, ma il nostro augurio è rivolto soprattutto al futuro, alle mamme che verranno. Una struttura come quella di Montecchio non dovrebbe subire tagli, al contrario bisognerebbe investire. Sabato mattina abbiamo fatto una visita a Reggio e ci è sembrata già satura. Non vorremmo che arrivasse al collasso se prenderà in carico tutte le nascite della provincia».

Singolare è il caso di Lorenza Felici che fa capire quanto sia paradossale la situazione delle chiusure temporanee e forse definitive di diversi punti nascita della provincia. «Abito a Montecchio, a 50 metri dal Franchini. Mi basterebbe attraversare la strada per andare a partorire – prova a sdrammatizzare –. Ho il termine fissato al 18 luglio. Se nasce prima del 13 allora andrò a Montecchio, altrimenti ho scelto Guastalla. Meritavamo di saperlo almeno con un mese di preavviso. Pensate che c’è anche chi ha la scadenza per il parto fissata per il 13, proprio quando dovrà chiudere l’ostetricia. Vi rendete conto di come la tranquillità di una mamma venga minata?».