Reggio Emilia, 4 ottobre 2017 - Nel processo di 'Ndrangheta Aemilia in corso a Reggio Emilia c'è un nuovo pentito . È Salvatore Muto, di recente condannato a 18 anni dal tribunale di Brescia. Ha 50 anni ed è residente in provincia di Cremona. Negli atti delle inchieste è descritto come uomo al servizio di Francesco Lamanna, personaggio vicino a Nicolino Grande Aracri e ritenuto uno dei punti di riferimento della cosca reggiana.

Da ieri Muto avrebbe deciso di collaborare con la giustizia e per questo è stato trasferito in una località segreta, dove metterà a verbale il suo racconto. E proprio in questi giorni, nell'aula di Reggio Emilia, sta testimoniando Antonio Valerio, altro imputato pentito. Una scelta fatta in precedenza anche da Giuseppe 'Pino' Giglio, imprenditore considerato al servizio dei boss che si è visto dimezzare la pena in appello in virtù della speciale attenuante riservata ai collaboratori.

L'operazione Aemilia', che a gennaio 2015 portò a 117 arresti e oltre 200 indagati, è stata la più imponente contro la criminalità organizzata in regione, individuando un'associazione di tipo 'ndranghetistico autonoma, legata alla Cosca Grande Aracri di Cutro, ma con epicentro nel Reggiano. Proprio a Reggio Emilia è in corso il dibattimento per circa 150 imputati, ma la maggior parte dei capi, degli organizzatori e dei concorrenti esterni aveva optato per l'abbreviato.