Sant’Ilario (Reggio Emilia), 11 ottobre 2017 – Aveva fruttato un ricco bottino la rapina messa a segno a metà luglio del 2015 in una villa a Martorano di Parma, ai danni di un imprenditore settantenne, sorpreso a letto, picchiato e immobilizzato dai banditi, entrati dopo aver tagliato la recinzione esterna e approfittando dell’allarme in quel momento disattivato.

I malviventi, dopo aver messo a soqquadro le camere, erano fuggiti con oggetti preziosi, denaro, monete antiche e orologi. I carabinieri di Sant’Ilario d’Enza hanno arrestato il 33enne Costantin Ciprian Cruceru, moldavo con passaporto rumeno, colpito da ordine di carcerazione dopo che la condanna a tre anni e due mesi di reclusione è diventata definitiva.

Oltre a questa condanna, trattandosi di provvedimento di pene concorrenti, vi è anche sentenza di condanna a un anno e quattro mesi di reclusione emessa dal Tribunale di Reggio per il reato di uso di atto falso commesso nel febbraio del 2016 proprio a Reggio, quando lo straniero, arrestato in città proprio per la rapina ai danni dell’imprenditore di Parma, aveva fornito le generalità di Ion Timotin. Complessivamente, quindi, quattro anni e 6 mesi di reclusione, ai quali vanno detratti i periodi di detenzione cautelare in regime di arresti domiciliari di cui l’uomo stava beneficiando.

Le indagini su quella rapina avevano trovato la svolta grazie all’esame delle telecamere di videosorveglianza della villa di Martorano, che condussero in prima battuta a uno dei due rapinatori (un moldavo 31enne abitante a Reggio) e successivamente al 33enne Constantin Ciprian Cruceru, che utilizzava l’alias di Ion Timotin. Oltre ai due esecutori materiali che hanno patteggiato una pena di tre anni e due mesi oltre a mille euro di multa, nell’inchiesta era finito anche un 65enne originario di Ramiseto, maggiordomo “infedele” della vittima. L’uomo era finito in manette nell’aprile dello scorso anno, per essere poi condannato a due anni e otto mesi di reclusione per aver architettato la violenta rapina.