Novellara (Reggio Emilia), 13 gennaio 2018 - Si è rivolto ai carabinieri per denunciare un consistente ammanco dal suo conto corrente, ipotizzando un furto ad opera di ignoti che potevano aver clonato il bancomat custodito nel portafoglio. Ma un operaio sessantenne di Novellara si è ben presto accorto che dietro i furti di denaro non c’era un hacker, bensì il figlio, il quale aveva prelevato il bancomat per effettuare dei prelievi, salvo poi rimettere a posto la tesserina, nel portafoglio del padre.

Ben 2.500 euro l’ammanco dal conto. Con l’accusa di furto continuato e indebito utilizzo di bancomat i carabinieri di Novellara hanno denunciato un ventiduenne, il quale ha confessato le proprie responsabilità. I soldi erano serviti per il gioco, in una sala slot della zona. Sperava, il giovane, di poter vincere una discreta somma per poi restituire il denaro al genitore.

Ma non è andata così. I prelievi si erano verificati tra il 20 novembre e il 14 dicembre. Lo stesso sessantenne, quando i carabinieri gli hanno rivelato l’esito delle indagini, non voleva credere alla verità investigativa, dichiarandosi pure molto dispiaciuto quando ha sentito l’ammissione di responsabilità del figlio. Il ragazzo, che è stato quindi denunciato dai carabinieri, non ha potuto nemmeno restituire i soldi che aveva perso giocandoli alle slot.