Reggio Emilia, 10 gennaio 2017 – Ancora due anziani coniugi che, dopo una lunga vita insieme, insieme lasciano questo mondo: lei Emilia Elisetti di 91 anni è deceduta sabato sera; lui Benito Vecchi di 93 anni è deceduto ieri mattina. A distanza di un giorno l’uno dall’altro, chissà per quale misterioso patto d’amore, i due coniugi - che vivevano a Reggio, ma tornavano spesso a Casina, loro paese d’origine - se ne son andati lasciando nel dolore il figlio Giuseppe, la nuora, nipoti e pronipoti, parenti ed amici.

Entrambi erano iscritti all’associazione per la cremazione: ieri si sono svolti a Coviolo i funerali di Emilia Elisetti, a cui seguirà la cremazione con il trasferimento dell’urna contenenti le ceneri nel cimitero di Casina; oggi con partenza alle 15,30 dall’obitorio dell’ospedale Santa Maria Nuova per Coviolo, si svolgeranno i funerali del marito Benito Vecchi e le ceneri saranno disperse.

Emilia Elisetti è nata a Ramiseto dove suo padre faceva il cantoniere, poi si trasferito a Carpineti. Benito Vecchi era nato a Migliara di Casina dove suo padre, messo comunale, era molto conosciuto e stimato.

Sia Emilia che Benito, ma anche il figlio Giuseppe, pur abitando da molti anni a Reggio, non hanno mai abbandonato Casina dove si sono fatti anche una casa per i momenti di vacanza.

Singolare e ricca di aneddoti la storia di Benito Vecchi classe 1923: da giovane prima di partire per il militare era impiegato alla Sarsa (poi Act), poi la guerra con lo sbarco degli alleati e ritorno alla Sarsa, prima come controllore sulla Reggio-Spezia e poi nuovamente in ufficio dell’Act a Reggio. Durante la guerra era militare alla testa di Punta di Anzio nel momento in cui sono sbarcati i soldati americani.

Salvatosi dai bombardamenti, Benito, risalendo l’Italia con le truppe americane, giunto a Roma ha portato sigarette e cioccolato a degli amici di Casina che abitavano nella capitale. Quindi proseguendo il viaggio verso il nord con gli americani, Benito è arrivato in camionetta sulle strade di Casina il 25 aprile del ’45 dove ha incontrato il partigiano Battista Caroli di Casina (padre dell’ex assessore Giovanna), e oggi, nonostante i 97 anni suonati, ricorda molto bene quell’incontro storico.

Benito amava andare a funghi e a caccia: una volta una lepre inseguita dei suoi cani, si è salvata accucciandosi accanto a lui. Un episodio che lo segnò, e che amava ricordare.