Reggio Emilia, 17 agosto 2017 – Lo ha invitato in un luogo appartato e lo ha violentato. Un grave caso di infanzia violata in un comune della bassa reggiana ai danni di un minorenne.

Il mostro è finito in manette, con l’accusa di violenza sessuale aggravata: si tratta di un 21enne pakistano, da circa un anno in Italia e richiedente asilo, che sarebbe il vicino di casa della vittima. 

Pesante come un macigno l’accusa contestata nel capo di imputazione del provvedimento restrittivo, secondo il quale l’uomo, approfittando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica del minorenne, peraltro infraquattordicenne e affetto da deficit cognitivi, dopo averlo condotto in un luogo isolato e avergli intimato di abbassarsi i pantaloni lo violentava.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Reggio, che hanno condotto le indagini, la sera del 10 luglio scorso l’uomo, che abita poco lontano dalla piccola vittima, ha avvicinato il bambino, che in sella alla bicicletta stava giocando, e lo ha portato a fare un giro. Raggiunta una zona isolata, in aperta campagna, ha abusato sessualmente della giovane vittima che, tornato a casa, ha raccontato tutto ai genitori. Il minore veniva quindi condotto in ospedale per le cure del caso e dove è stata accertata la violenza sessuale. Infine la denuncia ai carabinieri.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani hanno portato all’acquisizione di incontrovertibili elementi di responsabilità a carico del 21enne culminati con l’arresto ieri pomeriggio.