Reggio Emilia, 3 ottobre 2017 – È finito in carcere il pakistano di 21 anni accusato di aver violentato un bambino disabile il 10 luglio scorso. L’ordinanza del tribunale della libertà è diventata esecutiva perché l’indagato non ha fatto ricorso.

In un primo momento il 21enne era finito ai domiciliari; poi, il 18 agosto, il giudice delle indagini preliminari lo aveva sottoposto all’obbligo di firma. Un provvedimento che aveva scatenato polemiche e proteste, ed era stato impugnato dalla Procura. Infine, due settimane fa, il Riesame ha accolto il ricorso presentato dal pm Maria Rita Pantani.

Così i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito l’ordinanza e arrestato il pakistano. Il 21enne deve rispondere di violenza sessuale nei confronti di un minore di quattordici anni. Il bambino, residente in un comune della Bassa reggiana, stava giocando con la sua bici quando l’uomo lo avvicinò per portarlo in un luogo isolato. Lì, approfittando dei suoi deficit cognitivi, abusò di lui. La vittima, tornata a casa, raccontò l’episodio ai genitori, i quali lo portarono in ospedale. E i sanitari accertarono la violenza.