Reggio Emilia, 13 settembre 2017 - Giuliano Pisapia lancia la sfida al Pd (aprendo però a un’eventuale alleanza post-elettorale), ma il ministro Graziano Delrio prova a chiedere di ripensarci e di stare uniti. Insieme. «Siamo sfidanti del Pd, ma non nemici. In questo momento però c’è bisogno di costruire un centrosinistra nuovo. In questi anni invece si è guardato più al centrodestra».

L’ex sindaco di Milano e ora numero uno di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, parla sul palco di FestaReggio da leader dei nuovi oppositori del Pd in vista delle prossime elezioni. Un duello che sarà chiave per il voto. Proprio ieri infatti è stata annunciata e confermata anche da Pierluigi Bersani la nuova alleanza fra Campo Progressista e Articolo Uno-Mdp. «Ritengo che il Pd non sia autosufficiente – incalza Pisapia - perché in una situazione dove guarda a destra, è necessaria una nuova forza di centrosinistra che veda nei Dem non dei nemici e nemmeno degli alleati, ma un soggetto con cui lavorare per sconfiggere le destre e i 5Stelle. Per realizzare le riforme necessarie non si può guardare al centrodestra. La crisi del Paese mi porta a dire che non basta parlare di cose di sinistra, ma bisogna farle». 
Delrio però ribatte e rigetta la tesi, cercando poi di ricucire un’alleanza col Pd: «Non abbiamo fatto politiche di destra: abbiamo creato un milione di posti di lavoro, legge contro la povertà o sulle unioni civili. Com’è pensabile che in questo momento siamo divisi? Il vero nemico non è Renzi, ma Salvini. E attenti a Berlusconi: è ancora in campo. Non possiamo permetterci di riconsegnare il Paese in mano a chi l’ha portato in fondo al baratro. Chiedo agli amici di Mdp e a Pisapia perché non possiamo sederci al tavolo insieme? Pensiamoci bene». Delrio poi ha parlato anche del ‘fresco’ rinvio della legge sullo Ius Soli. «Sono amareggiato, ma sono convinto che questa legge vada fatta. Sono fiducioso. Questa è una legge di civiltà che hanno tutte le nazioni europee. Non facciamoci spaventare dalla disinformazione della destra: questi ragazzi che chiedono la cittadinanza sono come noi, parlano dialetto reggiano e giocano coi nostri figli». 

Applausi – anche per scaldarsi le mani vista la serata gelida di ieri al Campovolo - per entrambi. Più per Delrio che per Pisapia. Ma c’è anche spazio per battute e ricordi. «Quello che mi unisce a Delrio è la famiglia numerosa – ha detto Pisapia – La mia era di nove componenti, lui mi ha battuto con undici... spero non sia così alle elezioni». E poi su Reggio: «Questa è una città importante per me. Da avvocato ho difeso assieme a Felisetti il Partigiano Diavolo Germano Nicolini. Non dimenticherò mai quando ci fu la revisione della condanna e la Corte d’Assise chiese scusa al popolo italiano».