Reggio Emilia, 19 agosto 2017 - E' bufera a Reggio Emilia, e non solo, sulla decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini di scarcerare con obbligo di firma il profugo 21 enne pakistano che ha confessato lo stupro di un 13enne disabile suo connazionale, avvenuto a luglio scorso in un Comune della Bassa reggiana.

E sui social è arrivato anche il commento arrabbiato del leader della Lega, Matteo Salvini, che su Twitter scrive: "Questa non è Giustizia, questo non è il Paese che voglio lasciare ai miei figli: andiamo a governare!". E su facebook aggiunge: "Il giudice ha deciso che per ora il povero immigrato non meritasse né il carcere, né gli arresti domiciliari. Il Governo chiacchiera di lotta al terrorismo, mentre un pedofilo finto profugo è tranquillo a spasso per Reggio. Pazzesco".

E su facebook aggiunge: "Il giudice ha deciso che per ora il povero immigrato non meritasse né il carcere, né gli arresti domiciliari. Il Governo chiacchiera di lotta al terrorismo, mentre un pedofilo finto profugo è tranquillo a spasso per Reggio. Pazzesco".

Sulla stessa linea il Carroccio reggiano che esprime "sdegno e preoccupazione". Questi, afferma in particolare il responsabile per la sicurezza Matteo Melato, "non sono i segnali che la nostra magistratura dovrebbe dare a chi commette questi reati catalogabili tra quelli piu' odiosi e deprecabili, ma dovrebbe stroncarli in maniera netta ed inequivocabile". La Lega a questo punto ritiene inoltre "doveroso che tutta la cittadinanza sappia dove questa persona soggiornerà perché è necessario che le famiglie con bambini che abiteranno vicino a questo mostro siano informate del pericolo che corrono".

Sulla vicenda interviene anche Maria Edera Spadoni, deputata del Movimento Cinque Stelle, che annuncia: "Verrà presentata interrogazione ai ministri competenti e avviato ogni passo istituzionale per far sì che questi episodi, che minano in primo luogo la credibilità della Giustizia e dello Stato, non si ripetano". Inoltre, visto che "l'autore risulta essere un pakistano richiedente asilo, come membro della commissione Affari esteri chiederò di bloccare immediatamente l'iter di richiesta asilo e di avviare quanto prima la procedura di espulsione del richiedente che al momento risulta a piede libero".

Critiche alla decisione del giudice anche da parte del Pd, e in particolare dal segretario provinciale dem Andrea Costa che su Facebook scrive: "La violenza è schifosa. La violenza sui bambini è spregevole. La violenza su un minorenne particolarmente fragile e abominio. Ed è incredibile, assurdo, inspiegabile, che chi la commette possa girare a piede libero". Costa aggiunge: "Non mi si venga a dire che è un problema di norme. Quelle ci sono e c'è sempre il margine per interpretarle nella loro applicazione. Non si tratta di rispettare o meno le sentenze. Si tratta di sentenze che devono rispettare le persone". Per questo, conclude il segretario, "fa bene la Procura a impugnare la sentenza che ha rimesso in libertà il pedofilo arrestato nei giorni scorsi".

Intanto insorge anche la Onlus reggiana contro la pedofilia 'La caramella buona', che indice per giovedì 24 agosto dalle 21 alle 22 davanti al Tribunale di Reggio Emilia una manifestazione pubblica denominata "Un'ora di silenzio". Per dimostrare, spiega il presidente Roberto Mirabile, "indignazione per una giustizia inesistente, ma anche affetto e solidarietà ad un bambino abusato e successivamente umiliato". Gli organizattori chiedono ai cittadini di partecipare "senza bandiere e simboli di qualsiasi genere".

Il sostituto procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani, titolare dell'inchiesta sull'abuso condotta dai Carabinieri che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per il 21enne, ha annunciato il ricorso al Riesame contro la decisione del Gip.