Correggio (Reggio Emilia), 3 giugno 2016 - Se l'obiettivo era una «piazza gremita», con l’attesissimo concerto gratuito di Francesco De Gregori, in scena mercoledì sera in Corso Mazzini, l’amministrazione comunale di Correggio ha indubbiamente fatto centro. Nel cuore del borgo si sono riversate seimila persone, un pubblico trasversale di giovani e intere famiglie affolla il cuore pulsante del borgo per godersi la magia dello spettacolo che inaugura l’ambizioso progetto «Correggio città della musica».

E, colpo di teatro, tra la platea spunta pure il suo Rocker, Luciano Ligabue (foto). Una presenza la sua che, seppur defilata, non sfugge ai concittadini. Tant’è che qualcuno riesce a immortalarlo mentre fa capolino assieme alla consorte, Barbara Pozzo, da una finestra che affaccia sulla piazza.

Il Liga non passa inosservato neppure da lassù. E già, nel pomeriggio, c’è chi l’ha sorpreso in centro, a sorbirsi un caffè in compagnia dell’ospite della serata. Con una puntualità elvetica, lo sguardo nascosto da lenti scure, l’inseparabile cappello e in giacca nera, De Gregori calca il palco sotto l’Orologio alle 21.30 e in un gioco quasi abbacinante di luci multicolori si accende l’atmosfera con «L’agnello di Dio». La «leggenda della musica leggera italiana», come lo definì proprio Bob Dylan nel 2003, saluta con calore la platea: «Grazie e benvenuti, stasera comincia il nostro tour estivo («Amore e furto», ndr), e siamo felici di farlo partire qui con voi».

Poi, con la chitarra e l’armonica, fa breccia nei cuori con «La leva calcistica della classe ‘68» e «Pezzi di vetro». Scrosci di applausi e ovazioni del pubblico con la musica e gli animi sempre più vibranti. Azzeccatissimo pure il repertorio, una miscela esplosiva che spazia dai più grandi successi - «La storia siamo noi», «Titanic», «L’angelo», «Battere e Levare», «Sempre e per Sempre» - ai brani dell’ultimo album, «De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto». «E’ tutta la vita che sono perseguitato da un americano che mi imita - esordisce – allora, per vendicarmi, ho tradotto le sue canzoni. Questo americano è Bob Dylan». E introduce i grandi brani.

Per un istante il Maestro abbandona la scena e presenta la sua band - Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarre), Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria), Elena Cirillo (violino e cori), Giorgio Tebaldi (trombone), Giancarlo Romani (tromba) e Stefano Ribeca (sax) – ma sorprende di nuovo e ammalia l’audience con «Rimmel».

«Grazie, siete stati fantastici. Per noi è stato un bel battesimo stasera, quasi quasi torniamo anche domani». Per il gran finale dopo «Come il giorno», ha in serbo pezzi culto, «La Donna Cannone» e una versione rivisitata di «Buonanotte Fiorellino».

Entusiasta il sindaco Ilenia Malavasi che, in pole position, sotto il palco canta e balla. «Un bellissimo concerto per lanciare un messaggio alla città. Il fatto che ci fosse anche Ligabue a Correggio, per noi è motivo di grande orgoglio – chiosa a fine serata -. Speriamo di poter continuare a investire sulla città con eventi di qualità come questo».