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A cura di
Matteo Leonelli
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20/04/2007 11:00
L'OUTING

Zucchero: "A 11 anni
il branco tentò di violentarmi"

Il cantante reggiano rivela, in un'intervista al settimanale Vanity Fair, la traumatica esperienza che visse da bambino: "Mi misero sopra un letto e mi legarono"

Zucchero Reggio Emilia, 17 aprile 2007 - Zucchero rivela, in un'intervista al settimanale Vanity, degli episodi difficili legati alla sua infanzia: da bambino, il cantante fu preso di mira da un 'branco' di ragazzi più grandi che tentarono di violentarlo.

 

La tentata violenza, racconta Zucchero, avvenne ad 11 anni quando si trasferì con la famiglia da Roncocesi, in provincia di Reggio Emilia, a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara.
''Ero - spiega - un bambino educato, magro, con le guance rosse e l'accento emiliano. Mia madre, poi, nonostante non avessimo un soldo, mi mandava a scuola sempre pulito e pettinato, con i vestiti stirati e in ordine''.

 

''I ragazzini della zona, quasi tutti più grandi di me, cominciarono a dirmi che ero un finocchio. Una volta, durante una festicciola in una casa di campagna, mi misero sopra un letto e mi legarono mani e piedi. E cercarono di violentarmi. Non ci riuscirono, ma per me fu uno shock''.

 

Zucchero non ebbe il coraggio di parlarne in famiglia: ''Avevo paura - dice - Però al capetto del gruppo mandai una lettera con la firma falsificata di papà, scrivendo che se ci avessero riprovato lui sarebbe andato dalla polizia a denunciarli tutti. Funziono'. Non mi dissero più nulla''.

 

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