La frase sarebbe stata detta - lo segnala il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Fabio Filippi - da una maestra ai suoi alunni, alla scuola elementare Leopardi di via Kennedy. E ha provocato la presentazione in Regione di un’interrogazione. La replica del provveditore Commento
Reggio Emilia, 13 febbraio 2008 - «Berlusconi è un pagliaccio». La frase sarebbe stata detta - lo segnala il consigliere regionale del Popolo della Libertà, Fabio Filippi - da una maestra ai suoi alunni, alla scuola elementare Giacomo Leopardi di via Kennedy. E ha provocato la presentazione in Regione di un’interrogazione da parte del rappresentante del Pdl.
«La campagna elettorale del Pd – afferma Filippi – a quanto pare è iniziata in ‘bellezza’ e a quanto sembra non risparmierà nessuno, tantomeno i bambini delle scuole elementari». L’episodio sul quale il consigliere azzurro chiede chiarimenti sarebbe avvenuto nei giorni scorsi (ieri pomeriggio abbiamo contattato la scuola, che non è riuscita a metterci in contatto con la direttrice didattica, Paola Campo, ndr). Un’insegnante di scuola elementare della Giacomo Leopardi, segnala Filippi, «avrebbe definito pagliaccio Silvio Berlusconi e avrebbe consigliato ai giovani alunni, ovviamente quando saranno grandi e potranno votare, di diffidare del leader de il Popolo della Libertà».
«Ma la scuola non dovrebbe essere esente da questo tipo di speculazioni - chiede Filippi -? Non dovrebbe essere, subito dopo la famiglia, il luogo principale per la formazione? L’insegnamento non dovrebbe essere il più possibile oggettivo e scevro da qualsiasi colorazione politica? Il ruolo dell’insegnante è di grande responsabilità e importanza, dovrebbe fungere da guida e da esempio per gli studenti. Tutti sanno che i giovani, in età scolare, sono facilmente plasmabili e condizionabili. E probabilmente lo sa bene anche la maestra della scuola elementare Leopardi di Reggio».
«Per questi motivi ho predisposto un’interrogazione urgente in Regione Emilia-Romagna - prosegue Filippi -, è nostro dovere tutelare i bambini da insegnanti senza scrupoli. Ho chiesto alla Giunta, di fronte a un evidente atteggiamento di indottrinamento politico in un luogo assolutamente inadatto, la scuola, di intervenire. Tenendo anche conto dell’aggravante dalla tenera età degli studenti coinvolti».
Nell'interrogazione a risposta scritta Filippi chiede la Giunta Regionale «per sapere se quanto segnalato corrisponda a verità e, in tal caso, come intenda intervenire di fronte ad un atteggiamento di indottrinamento politico in un luogo assolutamente inadatto, essendo una scuola, aggravato dalla tenera età degli studenti ai quali si rivolgeva».
LA REPLICA
La replica del dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Aiello, non si è fatta attendere: «Quando ieri mattina ho letto la notizia sul giornale, sono rimasto esterrefatto. Ho immediatamente chiamato la dirigente scolastica, Paola Campo, la quale non ne era al corrente, per fare luce sulla presunta vicenda — afferma Aiello —. La dirigente ha subito parlato con la capogruppo e con tutti i docenti della scuola, che si sono dichiarati assolutamente estranei, non riuscendo proprio a comprendere come sia potuta venir fuori una notizia del genere». Prosegue Aiello: «Con questi elementi, quindi, per me il fatto non è successo, almeno in quei termini. Oltretutto non è costume e tradizione della scuola reggiana, che è seria e formativa».
Che cosa potrebbe essere successo, allora?
«Potrebbe, per esempio, essere stata riportata male una frase da parte di un bambino, o esserci stato un altro fraintendimento di questo tipo. Chi fa queste segnalazioni, comunque, deve fare i nomi e i cognomi, altrimenti così rimane una denuncia infondata. Se il consigliere Filippi — conclude Aiello — ha delle prove precise, che parli. Perché a quel punto interverrei con decisione e prenderei provvedimenti nei confronti di un docente che si fosse reso protagonista di un episodio così grave. Nella scuola certe affermazioni non devono trovare posto. A maggior ragione nei confronti di una personalità politica, un ex presidente del consiglio».
Sabato 23 febbraio alle 18, nella chiesa di San Giorgio, è stata inaugurata la mostra del poeta pittore Emilio Villa. Villa (1914-2003) era un valente poeta radicale e affermato critico d'arte. Obiettivo della rassegna è rendere omaggio a uno dei protagonisti più significativi e originali della cultura italiana del Novecento