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Reggio Emilia

A MELETOLE

Getta dall'altare l'ostensorio e scappa
La bravata di un 15enne magrebino

"Un chiaro episodio di intolleranza religiosa", lo definisce il parlamentare leghista Angelo Alessandri. Che aggiunge: "Sarà anche stata forse una bravata, ma si tratta di un episodio significativo per comprendere in quale brodo di cultura stanno crescendo alcune frange di giovani" Commenta

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Un gruppo di ragazzi Reggio Emilia, 13 marzo 2008 - Neppure lui ha saputo dire perché lo ha fatto. Neppure di fronte al sacerdote, al quale ha chiesto scusa per il gesto, un ragazzino di 15 anni, di origine straniera, nordafricano, ha saputo spiegare il motivo di quella spinta all’altare della chiesa parrocchiale, a Meletole di Castelnovo Sotto. Una spinta violenta – pare come reazione ad una sgridata di un fedele per gli schiamazzi provocati davanti alla chiesa durante un momento di preghiera – che ha fatto cadere l’ostensorio poggiato sopra l’altare, insieme ad altri oggetti sacri.

L’ostensorio, nell’impatto col pavimento, si è in parte ammaccato. Un danno lieve, ma resta il significato che quel gesto ha lasciato. Una vicenda che ha scosso i parrocchiani, che hanno visto quell’atteggiamento come un atto di offesa verso un simbolo religioso cristiano. L’episodio è accaduto mentre in chiesa c’erano dei fedeli che stavano pregando per l’adorazione pasquale.

«E' un capitolo che vogliamo chiudere al più presto – spiega il parroco, don Stefano Torelli, che si è occupa pure della vicina comunità di Cogruzzo – anche perché dopo quel gesto, il ragazzino è scappato, salvo poi tornare poche decine di minuti più tardi per chiedere di essere perdonato. Ha chiesto scusa a me ed a tutti i presenti, ma non ha saputo spiegare il motivo del suo gesto. Si resta però segnati e feriti da un fatto doloroso che ha messo in subbuglio l’intera comunità locale, in cui non ci sono mai stati problemi di convivenza fra culture e religioni differenti».

L’episodio si è verificato l’altro pomeriggio nella chiesa della piccola frazione castelnovese. Protagonista è un giovane di origine nordafricana e che sarebbe di fede islamica, che abita a Castelnovo Sotto. Il ragazzo già in passato aveva manifestato problemi, tanto che risulta essere seguito dai servizi sociali. Del fatto si sono occupati pure i carabinieri del maresciallo Massimo Mantini: ma il parroco, di fronte alle scuse dell’adolescente, ha preferito non presentare neppure la querela. «Il danno all’ostensorio? E’ un po’ ammaccato, ma lo usiamo ugualmente per la messa», conclude il parroco.

Non si esclude che il ragazzino abbia voluto far cadere l’oggetto sacro per poi vantarsi con i suoi coetanei. Sarebbe l’ennesimo caso di bullismo a Castelnovo Sotto, dove già in passato questo fenomeno è emerso in modo evidente. Don Emilio Landini, responsabile diocesano per le comunicazioni sociali della diocesi, di fronte al gesto dell’altro pomeriggio, parla di «grave profanazione che ferisce profondamente la coscienza di ogni cattolico». «Il gesto compiuto – aggiunge don Landini – deve essere stigmatizzato da chiunque abbia una sensibilità civica in modo che quei ragazzi, pur con problemi o con un vissuto difficile, siano resi consapevoli di quanto hanno compiuto».

«Un chiaro episodio di intolleranza religiosa», lo definisce il parlamentare leghista Angelo Alessandri. Che aggiunge: «Sarà anche stata forse una “bravata”, ma si tratta di un episodio significativo per comprendere in quale brodo di cultura stanno crescendo alcune frange di giovani: un mondo al contrario ed intollerante in cui la nostra cultura, le nostre tradizioni ed addirittura il nostro cibo devono lasciare il posto, per non “urtarle” alle pretese di un’arrogante cultura integralista. In questo caso dov’è l’Islam moderato, quello con cui dovremmo dialogare? Prenderà posizione per condannare questo episodio o prenderà atto della debolezza della cultura occidentale? Pensiamo se ciò fosse accaduto in una moschea…».

 

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