Reggio Emilia, 14 aprile 2008 -
Una goduria inattesa, l’entusiasmante conferma dell’imprevedibilità del pallone. La Reggiana torna al successo dopo un mese e rimbalza stropicciandosi gli occhi sulla vetta della classifica. Agganciando il Bassano, che viaggiava come un treno e che è clamorosamente affondato di fronte ai giovanotti irrispettosi del Prato (oltretutto senza il loro leader Moscardi, squalificato) . Un fragoroso tonfo casalingo, a distanza di 4 mesi e mezzo dall’ultimo ko (0-3 a Gubbio, il 2 dicembre), che capovolge l’inerzia dei giochi-promozione. A tre giornate dalla fine, i granata ritornano quasi interamente padroni del proprio destino. Il distacco, rimasto invariato dopo lo scontro diretto, si è azzerato e il Bassano ora è atteso dallo spinoso derby di Portogruaro. La situazione è pressochè in equilibrio. In caso di arrivo a braccetto, passerà in C1 la squadra che vanterà la miglior differenza reti (approfondiamo a parte il discorso sul regolamento): attualmente i veneti sono in vantaggio di un gol, + 29 contro il + 28 della Reggiana. Un’inezia, il miracolo era colmare lo svantaggio e il regalone del Prato ha lanciato in orbita i granata.
I granata hanno fatto bingo conquistando una vittoria sofferta contro la tonicissima Viterbese di primavera. Già destinata ai play out, ma con tanta birra e vecchi rancori in corpo. La ferita del 6-3 dell’andata, la baraonda che ne aveva scandito i titoli di coda, hanno trasmesso ai laziali un’accesa voglia di rivalsa. Di scintille ne sono volate a non finire, un bravo all’arbitro che ha saputo dominare l’arena. Nel mirino soprattutto Ingari, protagonista del ring al Giglio (costatogli tre giornate). La Viterbese lo ha preso di mira dall’inizio, mai in modo plateale, ma con rudezza sistematica. L’attaccante granata non è caduto nel tranello, ma il suo rendimento ne ha risentito parecchio.
Eroe del pomeriggio il protagonista più glorioso del restaurato stadio Rocchi: Omar Martinetti. Premiato per i suoi brillanti trascorsi gialloblù e determinante. Tutto come un anno fa: prima la targa e gli applausi del suo vecchio pubblico, poi la picconata. Il 4 marzo 2007 impiegò 4 minuti per avviare il rotondo 3-0 granata. Ieri ha sfiorato il bersaglio dopo 35 secondi, ha firmato il gol-partita a metà del primo tempo e nella ripresa soltanto Fimiani gli ha impedito il bis. In tribuna qualcuno lo ha mandato a quel paese. La Reggiana invece benedice il guizzo che ha sbrigato una pratica molto rognosa. A dispetto dell’abisso che separa la Reggiana dalla penultima della classe, la sfida è stata equilibrata. La Viterbese non si è mai arresa, perché i granata non sono riusciti a chiudere il conto. Rischiando fino all’ultimo, ma tenendo la pepita nel pugno con bel carattere. Ambrosio ha sventato ogni incursione ed è stato clamorosamente graziato da Piemontese: al 25’ della ripresa il numero 18 locale si è visto recapitare nel cuore dell’area un maldestro assist di Grieco. Comoda stilettata, ma il pallone è finito sul palo.
La Reggiana, messa a dura prova dallo slancio laziale, ha capitalizzato la più bella azione del match. Lancio di Stefani a Catellani che di petto ha favorito lo scatto di Martinetti, piombato davanti a Fimiani e glaciale nella conclusione di sinistro. Nel finale del tempo le uniche repliche. Al 37’ una rovesciata di Langiotti centrale, al 39’ una velenosa deviazione di Ingiosi da breve distanza che il portiere ha disattivato in angolo. Pane aveva ritoccato il modulo, riportando Catellani nell’undici titolare, al fianco di Martinetti e alle spalle di Ingari. Ruffini in mezzo (Maschio era squalificato), accanto a un Grieco ammirevole, ma limitatissimo dagli annosi problemi al ginocchio. La difesa, con Zini e Stefani eccellenti, ha retto le ondate di un avversario modesto ma aggressivo e vibrante.
La Viterbese il meglio lo ha dato dopo il riposo, quando Rambaudi ha aumentato l’assetto offensivo della squadra, inserendo Piemontese e Foderaro. E togliendo l’ex Di Gennaro, che da queste parti hanno trasformato in rifinitore-attaccante, con risultati che non potevano che essere tristi. Langiotti ha svirgolato una gran palla al 10’, Fimiani è volato prodigiosamente su un «piazzato» di Martinetti (15’), prima di uscire zoppicante. Poi l’incredibile svarione di Piemontese (base del palo colpita con Ambrosio impotente), il 2-0 sprecato in contropiede dalla Reggiana e gli ultimi assalti di una Viterbese che ci ha provato fino all’ultimo. La domenica si spegneva in tinte regali per la ritrovata capolista, che torna ad accarezzare da vicino il paradiso. Con un commosso grazie al Prato che non ti aspetti.