Reggio Emilia, 21 aprile 2008 -
Alle cinque della sera, l’urlo del Giglio si è appena spento, ma il vulcano granata ribolle ancora. C’è un ultimo boato in arrivo. Fragoroso, selvaggio. Esplode dal ventre dello stadio, dove i granata sono già rientrati. Indugiando, prima della doccia, in attesa di sapere com’è finita a Portogruaro. Tutti a fissare il televideo, ma Vito Grieco è impaziente. Prende il cellulare e chiama Andrea Maniero, attaccante del Portogruaro, infortunato, compagno di sudore e di terapie al centro di Cesenatico. Pochi istanti e l’orecchio del capitano si riempie di un dolcissimo fracasso. Ibekwe ha appena segnato il 2-1, il capannello granata ha vissuto in diretta il tracollo del Bassano e scatena la festa. Di sopra, i cronisti, in sala stampa, sentono un gran trambusto. «Il Bassano ha perso!» - strilla qualcuno. E la goduria si propaga a microfoni e taccuini.
E’ la chicca finale di una domenica memorabile. I dei del pallone, che avevano cominciato a congiurare contro il Bassano proprio dopo che i veneti avevano superato indenni la strettoia del big match, hanno completato l’opera. Due schiaffoni in due partite, Reggiana perfetta nel non mollare di un centimetro e nel raccogliere un paio di colossali pacchi dono, firmati Prato e Portogruaro.
I granata sono volati a + 3, a 180 minuti dalla fine. Dando una sistematina anche alla differenza reti, giudice di «primo grado» in caso di arrivo a braccetto (gli scontri diretti sono entrambi pari). La Reggiana ora vanta un + 31 contro il + 28 del Bassano. Ragionamenti probabilmente accademici, i granata hanno il match point in pugno. A Castelnuovo Garfagnana, domenica prossima, potrebbero già festeggiare la C1, vincendo, qualora il Bassano non facesse altrettanto col Gubbio. Altrimenti (salvo inammissibili suicidi...), il tripudio sarebbe rinviato al 4 maggio, quando al Giglio scenderà il tranquillo Poggibonsi. Tirando le somme: alla Reggiana può bastare semplicemente andare a punto in Garfagnana.
Tenendo alta la guardia, per carità. Bassano docet. Ma il traguardo è davvero lì, a portata di mano. A lanciare la Reggiana verso lo scettro solitario (che mancava dal 9 marzo) la terrificante intesa tra Martinetti e Catellani. Ovvero, tra il terzo matusa del match (classe 71, ma Grieco e Mancini sono più datati) e il pulcino della brigata (l’unico 88). Tra assist e picconate, il tandem ha deciso la partita.
Una pratica che ha riservato ben meno spigoli del previsto. Il Giulianova, che aveva perso due sole partite nelle ultime 20, ha solennemente deluso. Afflosciandosi senza carattere, soggiogato dalla superiorità di una Reggiana motivata e all’altezza, ma tutt’altro che torrenziale. Una Reggiana sicura, con un’inedita difesa a quattro, modifica opportuna considerando lo spavaldo tridente esibito dagli abruzzesi. Catellani, largo a sinistra, ha aperto prestissimo le danze. Tredicesimo minuto: Martinetti riceve da Grieco sulla tre quarti, nessuno lo ostacola, il «nano» attende l’inserimento di Catellani (che Macrì trascura) e gli scodella un assist. Il baby lascia scorrere e fulmina Mancini col sinistro.
Champagne già in fresco, il Giulianova è triste. Macrì esce (guaio muscolare), il piccolo Mazzeo è il solo a seminare qualche bollicina di ribellione. Suo, al 27’, l’unico pallone avvelenato dalle apeti di Ambrosio. Il portiere è attento e in tuffo schiaffeggia via il cuoio. La Reggiana ha in Grieco la quercia del gioco. E dire che continua a macinare partite con un ginocchio sfasciato. Meno arrembante Anderson (ha compiti difensivi precisi), sulle sue Ponzo (un altro che gioca stringendo i denti), la manovra si riscalda quando il pallone gravita sui piedi dei gemelli del gol. Ma al riposo si va sul semplice 1-0. Anche perchè l’arbitro fischia la fine proprio mentre un contropiede granata 4 contro 3 si sta chiudendo, con Catellani in area, pronto all’ultimo passaggio (Ingari lo attende). La clamorosa fiscalità di Barbeno gli procura un uragano di sacrosanti fischi.
Lo show riparte al 6’ della ripresa. Sontuoso lancio di Stefani che taglia tutto il campo e mette in movimento Catellani sulla sinistra. Scatto e cross sul quale irrompe Martinetti. Botta al volo, traversa e palla che rimbalza oltre la linea. Sul 2-0 arriva la notizia del vantaggio del Portogruaro, il Giglio ribolle di soddisfazione. Al 23’ Martinetti restituisce il favore a Catellani, sfondando sulla sinistra e mandando in mezzo un pallone invitante. Catellani arriva in beata solitudine e scarica per il tris (prima doppietta in campionato della carriera). Il resto del pomeriggio scivola via tra standing ovation per i bomber che Pane richiama in panchina e per l’indomito Grieco, che esce soltanto a 5’ dalla fine. Applausi per tutti, poi l’hurrà si trasferisce negli spogliatoi. Ciao ciao Bassano.