Una sentenza del Tribunale di Reggio ha riconosciuto a una coppia di risparmiatori il diritto alla restituzione da parte della loro banca del capitale investito a causa del "grave inadempimento dell'istituto di credito"
Reggio Emilia, 21 aprile 2008 - Bond argentini: il Tribunale di Reggio ha riconosciuto, a favore di una coppia di risparmiatori, il diritto alla restituzione da parte della loro banca del capitale investito, dopo aver pronunciato la risoluzione del contratto d'acquisto a causa del grave inadempimento dell'istituto di credito. Infatti per i giudici, la banca, come operatore professionale nel settore, non aveva reso nota la rischiosità dell'acquisto ai propri clienti, rischiosità dovuta a una situazione economica già critica del Governo argentino. La sentenza, pronunciata a gennaio, è stata illustrata in una conferenza stampa da Confconsumatori Emilia-Romagna.
Già alla data dell'acquisto, nel luglio 2001, molti mesi prima del default (avvenuto nel dicembre 2001), le società finanziarie internazionali, tra cui Moody's e Standard&Poor, avevano indicato una quotazione progressivamente negativa per i bond argentini, segnalando l'alto rischio di insolvenza della Repubblica argentina; informazioni che la Banca avrebbe dovuto conoscere e comunicare, per diligenza, correttezza e obblighi ex Regolamento Consob e Testo Unico Finanziario ai propri clienti. ''Si tratta di una pronuncia rilevante - ha spiegato l'avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori - perché dimostra che la giurisprudenza italiana si sta uniformando, riconoscendo in numerosi casi l'incontestabilità dei diritti dei consumatori. E così era nel caso di specie, perché nel luglio 2001 i bond argentini erano veri e propri 'titoli spazzatura'''.
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