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CITTA' IN DELIRIO

Tripudio granata, è C1
Col pareggio arriva la promozione

Cesena: 16 maggio 93. Verona: 2 giugno 96. Castelnuovo: 27 aprile 2008. E’ la terza promozione granata negli ultimi 15 anni, sempre lontano da casa. Le altre due avevano donato galloni di massima serie. Questa no, un semplice timbro sul ritorno in C1

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1-1
CASTELNUOVO GARFAGNANA (4-4-1-1): Marino; Enow, Aliboni, Nincheri, Pennucci; Bruccini (dal 41’ s.t. Balistreri), Falivena, Vaira, Caponi (dal 26’ s.t. Contadini); Sireno (dal 17’ s.t. Redomi); Micchi (Melillo, Fabri, Azor, Orlandi) All. Lombardo
REGGIANA (4-3-2-1): Ambrosio; Stefani, Zini, Fiuzzi, Anderson (dal 45’ s.t. Caselli); Ponzo, Grieco, Maschio; Martinetti (dal 44’ p.t. Pelatti), Catellani; Ingari (Tomasig, Mallus, Ruffini, Malpeli, Cingolani). All. Pane
Arbitro: Pizzi di Saronno (Manente e Ranghetti).
Reti: Grieco al 39’, Micchi su rigore al 44’ s.t.
Note: spettatori 1600 circa (1200 supporters reggiani). Espulso Nincheri per doppia ammonizione al 36’ p.t. Ammoniti:Vaira. Angoli: 4-5. Tiri in porta: 4-5. Tiri fuori: 5-7. Fuorigioco: 5-4. Passaggi al portiere: 9-4. Recupero: 2’ e 3’.

I festeggiamenti all'arrivo delle squadra Castelnuovo Garfagnana, 28 aprile 2008 - Cesena: 16 maggio 93. Verona: 2 giugno 96. Castelnuovo: 27 aprile 2008. E’ la terza promozione granata negli ultimi 15 anni, sempre lontano da casa. Le altre due avevano donato galloni di massima serie. Questa no, un semplice timbro sul ritorno in C1. Ma vale un tesoro, corona la riemersione di una Reggiana tranciata dal fallimento pochi giorni dopo aver sfiorato la serie B, trasmette carica ad una società che ne ha grande bisogno per programmare seriamente un futuro importante. Già, perché l’addio alla polverosa quarta serie è soltanto una tappa di riavvicinamento allo scenario più consono alla Reggio del pallone. Leggi serie B.

Corriamo troppo? Forse, ma ci piace ribadirlo nel momento del trionfo. Meritatissimo, per una squadra che ha toccato quota 70 punti e ha staccato il «pass» con una giornata di anticipo. L’ultima pennellata è piovuta in extremis, quando la partita era finita da qualche minuto e i granata avevano sostato sul campo, attendendo la lieta novella da Bassano. Quando il blitz del Gubbio è diventato ufficiale, è esplosa la festa. Il pareggio, «misericordioso» nei confronti di un Castelnuovo ridotto in dieci dal 36’ del primo tempo e inguaiatissimo per la zavorra dei 4 punti di penalizzazione, allargava a 4 lunghezze il solco col Bassano. Rendendo accademici gli ultimi 90 minuti, che saranno di pura passerella, al Giglio, col Poggibonsi. Il delirio ha avvolto tutto e tutti, classiche scene di esultanza che per la gente granata erano però un ricordo sbiadito. Vecchio di ben 12 anni. Non vedeva l’ora di scatenarsi, il popolo granata, che aveva invaso la Garfagnana in massa (1200 anime, o giù di lì). Tanto fremeva per chiudere il conto col Bassano e abbandonarsi alla gioia che mentre la sfida scivolava stancamente sullo 0-0, dagli spalti erano volati brusii, addirittura insulti. Paradossali, su una squadra che stava gestendo un risultato comunque importante. Ma la gente aveva fatto indigestione di tornanti per vivere un frammento di storia e non sopportava il bilancino di una capolista che non infieriva su un avversario palesemente inferiore.

La dinamica del botta e risposta finale ha ingrossato le perplessità, ma a spazzar via la nuvolaglia ecco l’ultimo regalone di un aprile adorabilmente granata. «Il Bassano ha perso!» - il messaggio lanciato in campo dalla tribuna stampa. Al segnale, atteso con ansia, i granata sono schizzati come grilli, mentre i tifosi sciamavano in campo dalla curva. Ovviamente al settimo cielo. Happening diventato collettivo pochi minuti dopo, quando giudiziosamente sono stati aperti i cancelli e il fiume granata ha preso possesso del Nardini. Cavallerescamente applaudito dal pubblico locale. La promozione è stata celebrata a lungo, mentre il sole pian piano declinava e il pomeriggio dei campioni viaggiava sul filo dolcissimo del giubilo a briglie sciolte. Hurrà, gavettoni, qualche lacrima. Benvenuta C1!

La partita, quella no, proprio non passerà alla storia. E’ durata un tempo, la ripresa è stata una parodia di calcio, visto che entrambi si sono adagiati sull’utilità del pareggio. Finchè c’è stata gara, la Reggiana l’ha tenuta in pugno con disinvoltura. Dando qualche colpetto di gas, senza mai aggredire con la sburla di chi mira dritto al bersaglio grosso. Il Castelnuovo, con Popeye Lombardo al debutto in panchina, ha impostato un match abbottonato. La Reggiana, in campo nella stessa formazione che aveva travolto il Giulianova, ha sfiorato il gol due volte con Catellani: al 13’ il bimbo ha sparato fuori al volo un cross di Stefani, al 21’ è scattato bene su lancio di Grieco e sull’uscita di Marino ha concluso di poco a lato. Poco o nulla di marca gialloblù, fino al raptus di Nincheri, che in meno di due minuti ha collezionato un paio di inammissibili ammonizioni, lasciando nelle pesti i compagni. Il pur esperto difensore toscano prima ha ostacolato una rimessa laterale di Martinetti, poi ha abbattuto lo stesso «nano» granata, costretto ad uscire zoppicante, avvicendato da Pelatti, in evidenza appena prima del riposo con una girata di testa appena imprecisa.

Lo stesso Pelatti apriva le danze nella ripresa con una botta ravvicinata sventata da Marino. Pian piano la sfida si spegneva tra aride schermaglie (Catellani spadella al 21’, Ambrosio ribatte su Caponi al 24’) e i mormorii dell’insoddisfatta torcida granata. Finchè, al 39’, Grieco disegnava una punizione vincente da 20 metri e il boato aveva il sapore del traguardo raggiunto.
Ma era match da «indulgenza plenaria». Un minuto dopo Contadini piombava da solo su un traversone di Micchi e scaricava fuori, poi, al 44’, Micchi veniva affrontato con eccessiva decisione da Fiuzzi e il rigore era indiscutibile. Lo realizzava lo stesso bomber locale (14° sigillo stagionale), per un pareggio moscio che però diventava celestiale a bocce ferme. Ciao ciao Bassano…

Ezio Fanticini

 

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