Dopo la scoperta del cadavere, il magistrato di turno ha disposto l’autopsia per stabilire la causa della morte. Con ogni probabilità si tratta di un malore improvviso, ma per capire esattamente cosa ha cagionato l’arresto cardiaco del giovane, il magistrato ha ordinato un esame autoptico
Reggio Emilia, 5 maggio 2008 - E’ morto a 22 anni sotto l’abitazione della madre: una tragedia improvvisa e inspiegabile. La vittima si chiamava Davide Santachiara. Dopo la scoperta del cadavere, il magistrato di turno ha disposto l’autopsia per stabilire la causa della morte. Con ogni probabilità si tratta di un malore improvviso, ma per capire esattamente cosa ha cagionato l’arresto cardiaco del giovane, il magistrato ha ordinato un esame autoptico.
La tragedia è stata scoperta dopo le 2 di ieri ina via Mascagni. Il corpo di Davide era appoggiato al muro dei campanelli. Secondo i primi accertamenti la morte sarebbe avvenuta diverso tempo prima e l’allarme è stato dato da un inquilino del palazzo che ha visto l’uomo privo di sensi. La madre, Alessandra Ruscelli, che abita al quinto piano dello stabile, è stata avvertita solo dai carabinieri. «Siamo qui per suo figlio», le ha detto un militare. «Devo vestirmi e venire con voi?», ha chiesto la madre. Alessandra Ruscelli ha intuito che era accaduto qualcosa e ha seguito i carabinieri: «Davanti all’ingresso del palazzo, ho visto un telo bianco e allora ho capito che sotto c’era mio figlio», dice in lacrime la madre.
Qualche ora prima Davide era uscito dalla casa della madre: «Questa sera esco con un’amica. Ci vediamo più tardi». Ma al momento del rientro è accaduta la tragedia. Da una sommaria visita corporale, non ci sono segni di violenza sul corpo dell’operaio. Nato a Campagnola, Davide Santachiara si era trasferito a Reggio, dove ha fatto la scuola per geometri che però ha dovuto interrompere. Appassionato di basket ha giocato in diverse squadre a livello amatoriale. E’ stato anche un appassionato del gioco del calcio. Da quando ha trovato un’occupazione come operaio, la sua vita è stata tutta lavoro e famiglia. E’ sempre stato legato alla madre che ha sostenuto e curato nei momenti più difficili. «Quando non potevo muovermi — dice la madre — Davide veniva a farmi la spesa e a prepararmi da mangiare. Davvero non riesco a capire cosa gli possa essere accaduto».
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