I sindacalisti sbattono i pugni e avvertono il comandante Russo: "Scelga di cosa vuole occuparsi". Il Siulp insiste: "Via alle ronde? Significa che la politica non dà più risposte"
Reggio Emilia, 17 maggio 2008 - Spray e bastoni distanziatori, i meglio conosciuti "manganelli". A chiederli sono gli stessi agenti della polizia municipale. Per la precisione il sindacato di categoria Sulpm che, nel corso della commissione consiliare in Comune dedicata alla questione sicurezza, torna a chiedere alla giunta «strumenti di tutela» per i vigili.
«Sono passati due anni da quel consiglio comunale in cui venne votato un ordine del giorno con il quale si dava mandato a utilizzare in modo diverso la Municipale. Oggi siamo ancora qui a parlare di quello che si potrebbe fare», esordisce il dirigente del Sulpm, Marco Gagliardi. E via con la lista delle cose che non vanno. «In Emilia Romagna — dice — 60 comuni si sono dotati di spray a getto balistico e di bastone distanziatore. Noi chiediamo con forza questi strumenti per tutelare il lavoro della polizia municipale su un territorio che ha raggiunto un degrado diverso rispetto a quello di vent’anni fa. Abbiamo chiesto corsi di formazione, addestramento, di autotutela: non ci è stato concesso nulla». Come è caduta nel vuoto la richiesta di divise più adeguate: «Abbiamo fatto una proposta di rivisitazione del vestiario che avrebbe consentito al Comune di risparmiare e agli agenti di essere più a loro agio». E lo sfogo del Sulpm continua, fino a toccare l’organizzazione del lavoro. «Al nostro interno — spiega Gagliardi — tutti fanno tutto. Non ci sono squadre specializzate». Poi l’affondo al comandante della Polizia municipale Antonio Russo che in Comune è anche capo area: «Un dirigente della Municipale — dice senza giri di parole il sindacalista del Sulpm — non può occuparsi anche d’altro».
Dal canto suo l’assessore alla Sicurezza, Franco Corradini dice sì alla dotazione di spray e ai corsi d’addestramento. «C’è l’accordo al tavolo tecnico. Sui bastoni estendibili, se gli agenti della Municipale credono che questa possa essere una soluzione, sono d’accordo». L’assessore boccia le ronde: «Meglio i patti di cittadinanza». Dopo quello della zona stazione, altri sono in arrivo. A cominciare dal patto con i residenti di via Melato. Sul versante del presidio del territorio, da giugno aumenterà la presenza degli agenti della Municipale grazie a quattro pattuglie in servizio dalle 19 all’una di notte. Due delle quali dedicate al centro storico.
«Si continua a parlare di percezione d’insicurezza — interviene il responsabile del Siulp, Luigi Piscopo —. Non è solo percezione quando la gente ha a che fare con reati di microcriminalità, con il degrado della città o la diffusione della droga». E sul tema, attualissimo, delle ronde Piscopo taglia corto: «Quando nascono i comitati, vuol dire che la politica non è più in grado di dare risposte. Se diamo risposte alla gente, verranno meno i comitati e non si parlerà più di ronde». Poi l’annoso tema delle risorse e dei mezzi a disposizione della Polizia: «Abbiamo auto pericolose per effettuare inseguimenti — racconta Piscopo — . Vecchie Fiat Marea fuori produzione, con oltre 200mila chilometri, che vanno bene solo per fare giri di "pubblicità"».
di Vanina Cocchi
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