Tre malviventi slavi hanno razziato 20mila euro dall'abitazione del noto imprenditore 66enne di San Martino in Rio.L'agguato alle spalle mentre stava rientrando in casa, poi lo hanno immobilizzato con una tenda
Reggio Emilia, 22 maggio 2008 - Rapinato e legato. In casa. Bruttissima avventura per l’imprenditore Luciano Cottafavi, titolare della Litokol, azienda di Rubiera, con una sede anche vicino Mosca, molto nota nella produzione di collanti per piastrelle. È circa mezzanotte quando l’imprenditore di 66 anni rincasa. «Si era accorto — spiega la figlia Daniela, segretaria che vive a Cento in provincia di Ferrara — di un’auto stranamente in sosta nello stradellino della casa dall’altra parte della strada». Siamo al civico 55 di via Per Rubiera. Una zona di campagna fatta di case rurali, ma anche di casolari ben ristrutturati come quelli del signor Cottafavi. L’ingresso è aperto, nessun cancello a proteggere.
«Ha parcheggiato la vettura, è sceso e davanti alla porta, con le chiavi in mano, è stato preso da tre uomini dall’accento dell’Est che l’hanno costretto a entrare», continua.È l’inizio dell’incubo. Il signor Luciano arriva proprio mentre la figlia ha appena iniziato il racconto della rapina: scende dall’auto, è scosso. «È stata una brutta esperienza, non voglio parlare eppoi devo tornare dai carabinieri».Una breve sortita in casa per poi riuscire in direzione della caserma di San Martino in Rio.
Col passamontagna e cacciavite in mano l’hanno fatto entrare in casa. Prima lo hanno spogliato di orologio, portafogli, e bracciale poi hanno chiesto dove fossero nascosti i soldi e i preziosi». Il tutto mentre al piano di sopra sia la moglie, la signora Maddalena Denti, che la nonna Dina e la badante stavano dormendo.
«Mio padre non ha opposto la minima resistenza e ha immediatamente consegnato ai rapinatori le chiavi della cassaforte. Loro hanno aperto e portato via quello che c’era: soldi e gioielli». I carabinieri stimano che il valore della refurtiva si aggiri intorno ai 20mila euro fra preziosi e contante. Non tantissimo, ma c’è una spiegazione: «Solamente il 15 aprile scorso i miei genitori sono stati vittima di un altro furto. I ladri sono entrati in casa mentre tutti dormivano».
«Una volta preso tutto quello che c’era, i tre sono fuggiti non prima di legare mio padre per impedirgli di dare immediatamente l’allarme». L’imprenditore è stato immobilizzato a una seggiola utilizzando una tenda delle finestre. Un nodo leggero che ha dunque permesso alla banda di prendere il largo fra le tenebre. «Poi è riuscito a slegare il nodo e ha dato immediatamente l’allarme ai carabinieri. La caccia ai banditi è iniziata immediata, anche estesa alla provincia di Modena, ma le ricerche non hanno dato alcun esito. Sulla vicenda indagano, oltre ai militari di San Martino in Rio, anche i carabinieri del Nucleo investigativo di Reggio. Non è escluso possa trattarsi della rapina di quattro giorni fa (con ferito) in una villa a Rubiera.
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