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IN PROVINCIA

"Uniamo le amministrazioni comunali"
Ecco la proposta 'anti casta' del Pdl

Un riordino degli enti locali della provincia che prevede la fusione dei Comuni sulla base di criteri geografici, di analogia nei problemi e nelle dimensioni. L'accorpamento porterebbe di fatto a 20 le amministrazioni comunali, invece delle attuali 45, passando da 1070 amministratori a 538 Commenta

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Il consigliere Pdl Barbieri Manodori Reggio Emilia, 28 maggio 2008 - Un riordino degli enti locali della provincia di Reggio, che preveda la fusione di Comuni sulla base di criteri geografici, di analogia nei problemi e nelle dimensioni. L'accorpamento porterebbe di fatto a 20 le amministrazioni comunali, invece delle attuali 45. Questa in sintesi la proposta degli esponenti del Pdl provinciale Leopoldo Barbieri Manodori (An), Giovanni Martinelli (Fi), Roberto Bedenghi (Fi) e Stefano Nardini (lista civica Comune Impegno di Montecchio) presentata a Palazzo Allende, contro il nuovo istituto delle Unioni di Comuni.
 

"A fronte dell'istituzione di nuove Unioni di Comuni, che rappresentano un ulteriore livello istituzionale fra Comune e Provincia, la nostra proposta è invece quella di una fusione tra amministrazioni", spiega Manodori. "Si tratterebbe di ridurre il numero delle amministrazioni, quindi degli amministratori, attuando un reale taglio dei costi, cosa che invece la creazione di questo nuovo ente intermedio assolutamente non persegue". Un giudizio severo quindi quello del Pdl, ribadito anche da Roberto Bedenghi: "L'Unione dei comuni dovrebbe funzionare con risorse derivanti da risparmi di gestione". Ma come è possibile risparmiare, se si aumenta invece che diminuirlo il numero di sedi a cui provvedere con la manutenzione, il numero di amministratori a cui erogare indennità, il numero dei dipendenti da stipendiare?", si chiede il consigliere.

I Comuni, secondo gli esponenti del Pdl che hanno presentato la proposta, potrebbero passare dagli attuali 45 a 20: "Il vantaggio per la comunità sarebbe consistente, perché significherebbe dimezzare i costi", sottolinea Giovanni Martinelli, aggiungendo: "Dagli attuali 1.070 amministratori si passerebbe a 538".

 


Le agglomerazioni ipotizzate, "ancora tutte da definire
", riguarderebbero sulla cartina: Poviglio-Brescello-Boretto- Gualtieri; Castelnovo Sotto-Cadelbosco-Bagnolo; Luzzara-Reggiolo; Fabbrico-Rolo-Rio Saliceto; San Martino in Rio-Rubiera; Montecchio-Cavriago-Bibbiano; Quattro Castella- Vezzano-Albinea; Scandiano-Casalgrande; Viano-Baiso-Castellarano; San Polo-Canossa-Casina; Carpineti-Toano; Vetto- Ramiseto; Busana-Collagna-Ligonchio; Castelnovo Monti- Gattatico-Sant'Ilario-Campegine; Novellara-Campagnola. Invariate invece le Amministrazioni comunali di Reggio Emilia, Guastalla, Villa Minozzo e Correggio.

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