Tra gli inquirenti sembra diffusa la convinzione che si tratti di un suicidio. La vittima è quasi certamente il 47enne che con la Hyundai veniva notato spesso anche nella via del Cimitero di Casalpo', dove c'è stato il rogo
Reggio Emilia, 23 giugno 2008 - Una persona manca da casa a Poviglio da ieri pomeriggio. Quasi certamente, secondo gli investigatori, ma l'identificazione dei resti non è ancora avvenuta, si tratta dell'uomo trovato cadavere, carbonizzato, sulla Hyundai Galloper che nel tardo pomeriggio di ieri è andata a fuoco a Casalpo' di Poviglio. I resti della vettura, con il suo contenuto, sono stati prelevati dalla polizia per gli accertamenti. Tra gli inquirenti sembra diffusa la convinzione che si tratti di un suicidio, ma saranno i periti a dire l'ultima parola. I resti non hanno ancora un nome, ma la vittima è quasi certamente la persona che con la Hyundai veniva notata spesso in zona, anche nella via del Cimitero di Casalpo', dove ieri c'è stato il rogo, accanto a un vecchio casolare di campagna. Si tratterebbe di una persona di 47 anni, parente di una delle proprietarie del fondo. Dopo lo spegnimento dell'incendio, vigili del fuoco e polstrada di Guastalla hanno notato il corpo carbonizzato, rannicchiato in posizione fetale su quello che era rimasto dei sedili posteriori dell'auto. Il veicolo in fiamme era stato notato dalla polizia stradale, che aveva dato l'allarme ai vigili del fuoco. Qualcuno aveva notato la Hyundai fermarsi sul posto circa un'ora prima.
Tutto è cominciato con una colonna di fumo denso e nero che verso le 17 del pomeriggio si è alzata da un casolare nei pressi della nuova Val d’Enza verso Montecchio, a Casalpò. Una pattuglia della Polstrada che transita in zona nota il fumo e dà l’allarme ai Vigili del fuoco. Pochi minuti dopo, ecco la scoperta: c’è un’auto che brucia in un vecchio casolare. E dentro l’auto i resti di un corpo carbonizzato. Comincia così il giallo che ha tenuto con il fiato sospeso ieri fozre dell’ordine e soccorritori.
Che cosa è successo? La colonna di fumo era stata notata anche da un contadino che si trovava nei campi circostanti e da un giovane che ha in gestione il terreno che circonda un casolare diroccato e disabitato da tre anni. All’interno di un ripostiglio forse un tempo adibito al ricovero degli attrezzi agricoli, c’è un’auto, o meglio ciò che rimane di un fuoristrada – una Hyundai Galloper – sul cui sedile posteriore, i Vigili del fuoco, appena domate le fiamme, hanno scoperto resti umani. Un mistero. Per il maresciallo Francesco Vella, comandante della caserma dei carabinieri di Poviglio, e per il comandante del distaccamento della Polstrada di Guastalla Renato Bulgarini, iniziano le ricerche per risalire al proprietario dell’auto, di cui i Vigili del fuoco hanno recuperato la targa. Il mistero che aleggia su quel casolare abbandonato che si trova alla fine di via del Cimitero a Casalpò, è grande. A chi apparterranno quelle povere ossa che si vedono in posizione fetale sul sedile posteriore o nel baule? C’è un giovane che sta in disparte che dice di aver visto qualche ora prima arrivare l’auto. Non è difficile notarla perché in quella strada che sembra un viottolo di campagna, non transita mai nessuno. Ed ecco che le supposizioni si accavallano. In quella casa dispersa nei campi, lontano dal mondo, pare che ci fosse «qualcuno» che di tanto in tanto andava a raccogliere legna.
«Anche stamani (ieri n.d.r) – dice un testimone – mi è sembrato di aver visto qualcuno». Nel cortile del vecchio e decrepito casolare, pieno di erbacce e carcasse di vecchie auto, i presenti parlano sottovoce: «Dicono che c’è un uomo morto», si sussurra, ma nessuno ha il coraggio di andare a vedere. Ma alcuni, inquirenti in primis, sembrano sapere di chi si tratta: cercano un 47enne. Non si trova né a casa, né al cellulare.
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