Spiega Luciano Fantini, presidente di zona della Coldiretti di Fabbrico: "I danni sul vigneto nella zone colpite si aggirano dal 30 al 60 per cento; 40 per cento sui vigneti, 70-80 per cento sui frutteti e un 40 per cento sul frumento"
Reggio Emilia, 1 luglio 2008 - L'uva, le pere, le mele e anche i cereali sono le coltivazioni che sono state fortemente danneggiate dalla violenta grandinata che si è abbattuta ieri sui campi di Rio Saliceto, Campagnola, Fabbrico e Reggiolo. «Ad oggi non è possibile fare una stima precisa dei danni – spiega Luciano Fantini, presidente di zona della Coldiretti di Fabbrico. Dai primi accertamenti emerge che i danni sul vigneto nella zona colpita si aggirano dal 30 al 60 per cento; 40 per cento sui vigneti, 70-80 per cento sui frutteti e un 40 per cento sul frumento pronto per essere raccolto».
«Ancora una volta siamo costretti a fare il conto dei danni in una stagione che dal punto di vista climatico non si può certo definire positiva – commenta Gianfranco Drigo, direttore della Coldiretti. Prima la brinata che ha compromesso i fruttiferi nella importante fase di pre fioritura e ha ridotto le produzioni di un 40 per cento, poi le abbondanti piogge ce hanno interessato i cereali vernini e i foraggi, e ora la grandine che ha messo a dura prova i produttori gravati anche dall'aumento del prezzo dei concimi e dei fitofarmaci».
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