Il morto nel rogo era il marito di una delle proprietarie del cascinale teatro del dramma. I familiari: "Vogliamo sapere se Gabriele è stato aggredito"
Reggio Emilia, 2 luglio 2008 - Sembra chiarita l’identità dei resti umani trovati carbonizzati in una vettura, una Hyundai, il 15 giugno, in una vecchia tenuta agricola di via Cimitero, a Casalpò di Poviglio. L’esame ha evidenziato la compatibilità del Dna. La vittima, secondo l’accertamento, è dunque Gabriele Bertoletti, 43 anni, di Poviglio, marito di una delle proprietarie del cascinale teatro del dramma. Per eseguire l’esame i familiari – moglie e figli – sono stati sottoposti ad un prelievo, attraverso tampone salivare, per consentire il confronto del Dna. Il corpo era carbonizzato nell’auto, distrutta da un incendio domato dai vigili del fuoco. Solo più tardi ci si era accorti dei resti umani. Ora resta da chiarire la causa di quell’incendio.
Dalla Procura reggiana, senza escludere alcuna ipotesi, hanno parlato di un fortuito incidente, dovuto alle cattive condizioni meccaniche del veicolo e ad un probabile corto circuito. Neppure si può scartare l’ipotesi dell’insano gesto dell’uomo, che pare avesse qualche problema di salute. Ma i parenti hanno raccontato agli investigatori che da qualche tempo Gabriele si recava spesso nel fondo agricolo per verificare la presenza di intrusi, dopo che si erano verificati alcuni piccoli furti di attrezzature. Quella domenica pomeriggio, l’uomo – stranamente per lui – era uscito di casa senza dire ai familiari dove stava andando. Si recava a fare controlli nella tenuta agricola dopo aver notato movimenti sospetti al mattino? E’ stato sorpreso ed aggredito da qualcuno? L’aggressione si è poi conclusa con l’incendio che ha distrutto ogni prova? «La possibilità che quei resti fossero di Gabriele era altissima, ma ora – chiedono i parenti – vogliamo sapere come e perché è morto il nostro congiunto».
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