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IL DELITTO CAVALETTI

Il faccia a faccia fra i due ex conviventi

Davide Ravarelli in corte d'assise ha confutato tutte le accuse che la sua ex compagna gli ha riversato addosso. "Io non andai con lei quella sera. Tornò a casa terrorizzata, dicendo di essersi accorta di una lite"

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Francesca Brandoli in lacrime in aula Reggio Emilia, 3 luglio 2008. Nuovo faccia a faccia in corte d'assise a Reggio fra Davide Ravarelli e Francesca Brandoli, nel processo per l'omicidio dell'imprenditore Christian Cavaletti, avvenuto a Reggiolo la sera del 30 novembre 2006. Ravarelli ha confutato, davanti alla corte d'assise, tutte le accuse che l'ex convivente Francesca Brandoli gli ha riversato addosso.

Ravarelli e la Brandoli sono in carcere per l'assassinio di Cavaletti, marito della donna. Sino a qualche giorno fa, entrambi hanno negato ogni responsabilità, dicendosi del tutto estranei alla vicenda. Poi a sorpresa la modenese ha rilasciato spontanee dichiarazioni riversando ogni responsabilità sull'ex compagno. Ravarelli, un grafico di 35 anni originario del Milanese, ha sostenuto che la sera dell'omicidio a Reggiolo c'era andata solo Francesca Brandoli: forse era intenzionata a incontrare i due figli che il giudice proprio quella mattinata aveva affidato a Cavaletti, il padre.

Secondo il racconto di Ravarelli, la donna in tarda serata fece ritorno agitata alla loro abitazione di Modena, e disse di  aver visto un uomo scavalcare la siepe davanti alla casa del marito nei pressi della quale lei si trovava in auto. Francesca Brandoli, secondo l'ex convivente, gli avrebbe raccontato di essere fuggita terrorizzata, essendosi accorta di una lite.

Di quella siepe si parlerebbe anche nelle intercettazioni ambientali ordinate dal pm Valentina Salvi ed effettuate dai carabinieri che indagavano sulla coppia. A scavalcarla, tuttavia, non sarebbe stato uno sconosciuto, ma i due conviventi. Il presidente della corte d'assise Pietro Fanile ha confermato in una precedente udienza l'ammissibilità di quelle intercettazioni, contestata dal legale di Ravarelli.

Secondo la più recente versione dei fatti fornita da Francesca Brandoli,  la sera del 30 novembre 2006 la donna era ferma a bordo dell'auto a Reggiolo. Ravarelli scese e raggiunse il cortile di casa Cavaletti e, dopo avergli forato le gomme del furgone, fece a botte con lui. Botte tragiche. L'imprenditore fu trovato ucciso con diversi colpi di arma da punta e taglio, probabilmente un punteruolo mai ritrovato.










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