Erano in oltre 200 tra atleti, dirigenti e tifosi a festeggiare lunedì sera la vittoria nel XXVIII° Superbowl all’agriturismo La Prateria di Villa Bagno. Il protagonista principale è stato proprio Hatch che festeggerà il suo 75esimo compleanno
Reggio Emilia, 16 luglio 2008 - “Coach Dwaine Hatch, l’uomo che ci ha regalato sogni e li ha fatti diventare realtà”. Così gli Hogs hanno premiato l’allenatore che dal 2000 ad oggi ha fatto scalare l’olimpo del football italiano ai “porcellini” granata. Dal primo miracolo nel 2001 con la semifinale scudetto, ai due campionati di A2 vinti nel 2006 e 2007.
Erano in oltre 200 tra atleti, dirigenti e tifosi a festeggiare lunedì sera la vittoria nel XXVIII° Superbowl all’agriturismo Le Prateria di Villa Bagno. Il protagonista principale, il più amato e coccolato da tutti, è stato proprio Hatch che festeggerà il suo 75esimo compleanno ad agosto negli States con un nuovo titolo in bacheca.
Come da tradizione, l’allenatore pastore mormone, entrato nella Hall of Fame dei tecnici dello Stato di Washington per i successi raggiunti, ha aperto le “danze” delle premiazioni. Durante tutta la stagione ad ogni partita premiava i migliori giocatori con cappellini da football acquistati negli States.
Con la sua travolgente simpatia il “mago” del Superbowl targato Hogs ha prima omaggiato i protagonisti della finale: Vaccari, Frignani, Calò, Fiorilo, Silingardi. Poi i premi goliardici. Come il “Retire Award” ai giocatori più “anziani” (“avreste già dovuto ritirarvi nel 2000 quando arrivai la prima volta…” diceva scherzando). Migliori giocatori dell’anno Tukpeh (linea difesa), Bruzzi (linea attacco), Fontana (difesa), Lazzaretti (attacco), Callegati (esordiente), Vaccari (Mvp), Tartaglia e Ligabue (“spirito Hogs”).
Tra “ola” nelle tavolate, balli e scherzi, il momento più toccante però è stato quello del premio assegnato dagli Hogs proprio a Dwaine Hatch. A consegnarlo a quattro mani il presidente Davide Ruozzi e l’assistente allenatore Luca Cattini. Poche parole semplici su un casco dorato da football. “A coach Hatch, l’uomo che ci ha regalato sogni e li ha fatti diventare realtà. Per sempre riconoscenti, i tuoi Hogs”.
Commosso Hatch ha voluto condividere i meriti con la moglie Karen. “Il merito è anche suo – ha detto chiamandola a raccogliere l’applauso di tutti – non è facile stare con un allenatore, sono io che vi dico grazie, negli Stati Uniti invidiano il fatto che viva per qualche mese in questa bellissima terra. Amo Reggio”.
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