L'immigrato sosteneva di essere in contatto con Dio, che gli avrebbe 'comunicato' che moglie e figlia erano indemoniate. Passanti lo hanno notato mentre, chiuso in auto, soffiava in bocca alla figlia di 4 anni
Reggio Emilia, 23 luglio 2008 - Alcuni passanti, vedendolo chiuso in auto intento a soffiare in bocca alla figlia di 4 anni e a stringerle il volto con le mani, pensando si trattasse di un malore, hanno segnalato l’accaduto ai carabinieri di Guastalla, che giunti sul posto, a Brugneto di Reggiolo, si sono imbattuti in una vicenda sicuramente dai contorni singolari. Protagonista della storia un cittadino indiano, che ai militari ha dichiarato di essere in contatto con una divinità che gli aveva confermato (avvertendolo poco prima) che la figlioletta era posseduta.
Per questo motivo l'immigrato si è chiuso in macchina, esercitando sulla figlia le pratiche indiane antidemoniache, pratiche interrotte a fatica dai carabinieri per la resistenza messa in atto dall’uomo, che ha pure causato delle lesioni a un militare e alla stessa figlia. Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, perché commesse nei confronti di un discendente, i carabinieri hanno quindi arrestato l'indiano 33enne, residente a Reggiolo. In caserma l'uomo avrebbe anche dichiarato di aver sottoposto allo stesso 'trattamento' anche la moglie.
Una casalinga reggiana di 59 anni, Rosa Alfieri, ha ricevuto una fascia nel concorso di 'Miss suocera' di Gatteo Mare LEGGI LA NOTIZIA