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LA MORTE DI MATTEO ELLI

"Figlio mio ci rivedremo", struggente biglietto del papà

Tre spaventosi incidenti e cinque vittime in una manciata di ore. Sul luogo dove è morto il 15enne di Cavriago, il padre, agente della polizia di Stato, ha lasciato dei fiori e una poesia. Oggi i funerali del ragazzo

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Matteo Elli in un momento felice Reggio Emilia, 26 luglio 2008 - "Matteo, mio Matteo. Il mio cuore, la mia anima, i miei occhi, il mio amore è volato con te, che ora mi guardi ogni secondo. Ti ho sempre amato e ti amerò fino a quando sarò lì con te... Poi vivremo insieme fra i monti i mari e i laghi dorati. Tuo papà, Max". Un saluto disperato quello di Massimiliano Elli, poliziotto della questura di Reggio, che ieri, a poche ore dalla morte del figlio in un incidente in scooter, ha trovato il coraggio di portare sul luogo della tragedia (l’incrocio tra via Kennedy e via Melato a Cavriago) un biglietto per il suo Matteo, che aveva solo 15 anni. Lì si sono radunati anche tanti suoi coetanei, che con lui condividevano le ore a scuola al liceo Spallanzani, gli svaghi sportivi, le uscite al pomeriggio; hanno portato fiori e oggetti per ricordarlo, tra i quali un peluche. E un biglietto con scritto "Matte, una stella che brillerà per sempre". Poche ore prima, sullo stesso selciato, si era accasciata, stroncata dal dolore, la mamma di Matteo, Loretta, impiegata nell’azienda di Mariella Burani, arrivata pochi minuti dopo l’incidente.

L’affetto di Matteo per la famiglia era immenso e a provarlo c’era quella foto sgualcita nel suo portafoglio raffigurante il matrimonio dei genitori. Era così Matteo Elli, tutto cuore. Tanto che giovedì sera era riuscito a spuntarla con sua madre che non voleva farlo uscire. Una telefonata agli amici, «Dove siete? Sto arrivando», e cinque minuti dopo lo schianto contro quel furgone. Era distrutta la madre quando ha visto il casco per terra, subito riconosciuto come quello del figlio: «Questo è il casco di Matteo! Ma perché?! Allora non serve a niente!»

Il giorno dopo è stato dolorosissimo anche per l’allenatore di matteo, Dante Leonardi. Sì, perché il 15enne di Pieve Modolena (che aveva abitato fino a due mesi fa a Cavriago) era un atleta. Giocava infatti a pallavolo nell’Under 14 del Volley Cavriago. «Quando sono arrivato a Cavriago ieri sera (giovedì, ndr) molte persone avevano già finito le lacrime» racconta il trainer.

Dalle parole del suo 'mister', come lo chiamava lui, si capisce quanto il giovane fosse amato da amici e compagni. "Matteo era un gran lottatore — spiega Leonardi, profondamente commosso — non ci stava a fare solo presenza: voleva partecipare. Aveva capito che bisogna berlo tutto questo calice della vita. Era un bel ragazzino, che cominciava ad interessarsi alle ragazze. Un giorno si è chiuso nello spogliatoio per mezz’ora e io sono andato a sgridarlo, ma poi quando ho scoperto cosa stesse facendo gli ho fatto i complimenti per l’idea che aveva avuto: stava preparando due collanine con due cuori spezzati per regalarne una metà alla sua nuova ragazzina". I funerali si svolgono oggi nella chiesa parrocchiale di Cavriago. La processione partirà dal cimitero di Coviolo alle 12.30.
 










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