Finisce nel tripudio granata. Non farà storia, come 15 anni fa, quando l’armata del Pippo festeggiò la promozione in serie A, ma ha ugualmente un sapore dolcissimo. La Reggiana fa subito il pieno nel debutto in terza serie
Reggio Emilia, 1 settembre 2008 - Finisce nel tripudio granata. Non farà storia, come 15 anni fa, quando l’armata del Pippo festeggiò la promozione in serie A (era il 16 maggio 93, l’1-1 donò la certezza matematica del boom), ma ha ugualmente un sapore dolcissimo. La Reggiana fa subito il pieno nel debutto in terza serie, a distanza di tre stagioni dall’addio brutale provocato dal fallimento. E’ un successo importante, per la caratura dell’avversario e per il cammino impervio del precampionato. Leggi infortuni, con la malasorte che continua a perseguitare.
C’è un'ombra, infatti, nel pomeriggio radioso del «Manuzzi». Riguarda Beppe Alessi, il fuoriclasse della compagnia. Uscito nel finale in barella, con le mani nei capelli, dopo uno scontro a centrocampo con Ceccarelli. Ginocchio contro ginocchio, granata kappao. Semplice botta o crac del legamento? Responso alla risonanza magnetica, programmata per domani. Se si trattasse di infortunio serio, sarebbe una iella atomica per il fantasista, che ha appena messo alle spalle quattro mesi tondi di stop per l’incidente del derby con la Spal, il 16 marzo scorso. Il ginocchio è lo stesso, il legamento pure. Tocchiamo ferro...
La nube alessiana guasta un po’ il sorriso ad una Reggiana che ha giocato una partita robusta per mestiere e concretezza. I tre gol sono arrivati tutti sugli sviluppi di calci da fermo, ma le situazioni più appuntite, anche su azione, sono state di marca granata. Qualche esempio. Falconieri e Maschio si sono divorati autentiche chicche (sullo 0-1 e sull’1-2), l’arbitro ha negato un rigore a Ferrari sullo 0-0 (Tonucci lo ha steso platealmente).
Insomma, la Reggiana ha mostrato autorità e gioco in termini superiori rispetto ad un Cesena che nel primo tempo ha indirizzato un solo pallone verso Ambrosio (girata di testa di Veronese, centrale) e che non ha mai messo in autentico impaccio la squadra di Pane. Che per completare l’opera spera in un cadeau della società (il mercato è agli sgoccioli, si chiude alle 19 di oggi) per far lievitare le chances offensive. In attesa di Dall’Acqua, attualmente affidate al solo Falconieri, caparbio, ma acerbo.
Vittoria meritata, anche se agevolata da svarioni o carambole fortunate. Lo svarione è quello del portiere Nicola Ravaglia, classe 88, reduce da una stagione a Poggibonsi. Uno dei tanti giovani sui quali il Cesena ha deciso di puntare, specie nel pacchetto arretrato (Ricci è un 89, Tonucci un 88 e Regini un 90).
Al minuto 26, il portierino locale si è incartato su un corner ad effetto di Alessi. La palla gli è sfuggita e alle sue spalle è sbucato Maschio: un gioco da ragazzi appoggiare nel sacco. La carambola fortunata è quella del 2-1: angolo regalato da Regini, Alessi calcia dalla bandierina e lo stesso difensore cesenate cerca di allontanare di testa. Sul cuoio piomba Bruno che tenta la sberla di sinistro. Non sarebbe mortifera, ma sulla traiettoria c’è Zini che allunga la gamba e di piattone assesta il tocco del 2-1. Flipper da paradiso, è il flash che decide il derby.
Due gol un po’ fortunosi, che non alterano la legittimità del colpaccio. Il Cesena si è scosso solo ad inizio ripresa. Pareggiando il gol di Maschio con Motta. Chiavarini fa spiovere in area su punizione, Stefani respinge di testa, poi Biasi svetta e Motta in spaccata anticipa Ponzo. Questo è il momento più fulgido dei cesenati. Al 12’ Motta sgancia un siluro che Ambrosio devia in angolo. Poi ci prova Ceccarelli, alto. Al 19’ è il turno di Bonura che accarezza il palo con un rasoterra. Pane si copre inserendo Padoin al posto di Ferrari e proprio nel top bianconero, la Reggiana colpisce con Zini.
Il 2-1 non anestetizza il match. Lo ravviva Ambrosio, uscendo a farfalle su una punizione di Zebi. Motta di testa mette davanti alla porta e accende una mischia breve e ad altissimo rischio. Il 18enne bosniaco Djuric, pur se spilungone, grazia la Reggiana incornando debolmente. Ambrosio riesce a recuperare e a domare un pallone che sembra impazzito tra i suoi guantoni.
Pericolo scampato, i granata falliscono il comodo 3-1 con Maschio che davanti a Ravaglia lo aggira ma con un tocco talmente soft che Tonucci riesce ad intercettare prima della linea bianca. Lo aveva lanciato Alessi, appena prima della collisione con Ceccarelli che lo metterà al tappeto. Entra Migliaccio, la Reggiana ha il bocconcino in pugno e se lo vuole gustare. Regge fino al 49’ e fa festa sotto la curva Ferrovia, assieme a 600 cuori granata. un revival di quel magico pomeriggio del 93.
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